Writing vandalico sui treni a Milano, in undici a rischio processo

Writing vandalico sui treni a Milano, in undici a rischio processo
Writing vandalico sui treni a Milano, in undici a rischio processo

Milano, 10 gennaio 2020 – Il gip di Milano Guido Salvini ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura nei confronti di 11 writer presunti appartenenti al gruppo denominato Wca (ossia ‘We can all’ – noi possiamo tutto ndr), uno dei più noti gruppi organizzati di “writing vandalico”, le cosiddette ‘tag’ tracciate con bombolette spray, che “ha operato dal 2001 quantomeno sino al 2016” non solo nel capoluogo lombardo e in altre regioni, ma anche in “Spagna, Germania, Francia, New York e in alcune città dell’Australia”. Accolta invece l’archiviazione per cinque degli indagati residenti all’estero –   accusati di associazione per delinquere in concorso tra i loro (con un minore) per imbrattamento e danneggiamento contro alcuni vagoni dell’Atm, in particolare lungo la linea verde della metropolitana entrando in azione quando i convogli erano fuori servizi oppure durante una sosta del treno. 

Il gip ha quindi ordinato l’imputazione coatta parlando di “una struttura organizzativa caratterizzata” da “suddivisione gerarchica e da una ripartizione dei ruoli”. Agli atti un’informativa della Polizia locale con fotografie e filmati delle azioni dei ‘writers’ che riprendevano i blitz e si autodefinivano ‘fighetti, figli di papà’. Le azioni dei ‘writers’, scrivono gli investigatori in una relazione di oltre 120 pagine che contiene immagini, filmati e anche le chat scovate nei telefoni degli indagati (le perquisizioni nel maggio 2016), “sono frutto di vera e propria programmazione”, vengono “studiate e successivamente concretizzate per ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile”. E “il fine ultimo” è “ottenere il massimo della visibilità, fatto che costituisce l’interesse primario del Writer vandalico”, perché “imbrattando i muri delle città e le carrozze delle linee ferroviarie e/o metropolitane chiunque ha modo di leggere e vedere le tag ed i ‘pezzì realizzati”. I “vandali”, inoltre, “usano il web per raggiungere non solo gli occhi degli ignari utenti ma anche quelli di coloro che nel mondo del writing vandalico frequentano i vari social network e le molteplici applicazioni contenitrici di immagini”.

Si tratta, in pratica, di un “veicolo pubblicitario della Crew e pertanto dei suoi adepti che, da questo fatto, traggono il vantaggio della ‘fama’ che nel mondo del writing è l’unico valore da perseguire”. Avevano realizzato anche un dvd sulle loro ‘impresa’ e lo vendevano in rete. Così le maxi ‘tag’ sui treni recitano “war contro Atm”, ossia l’Azienda dei trasporti milanesi, parte offesa nel procedimento, assieme a Ferrovie Nord, Ferrovie dello Stato e al Comune di Milano. O sempre contro l’Atm, anche nei depositi, scritte come: “2001-2011 10 anni che vi spacchiamo il c…”. A Milano, infatti, scrive il gip, l’obiettivo principale dell’associazione per delinquere “era la Linea verde della Metropolitana milanese colpita sia con azioni di ‘Back Jump’, cioè con azioni improvvise durante la fermata di un convoglio, sia quando i convogli si trovavano fuori servizio su binari morti”. Poi, la ripartizione dei ruoli: “Alcuni – scrive il gip – si occupavano di trasportare un gran numero di bombolette, altri controllavano la zona, altri si occupavano di bloccare la chiusura delle porte dei treni o di sradicare gli allarmi anche mediante chiavistelli”. Una posizione di spicco l’aveva S.M., 35 anni, “che nelle immagini delle azioni compare sempre davanti a tutti, nelle chat viene chiamato ‘Capo’ ed è in grado di redarguire un componente del gruppo che ha commesso un errore”.