Home Milano Vigili del fuoco aggrediti in via Gola a Capodanno: “Noi 5 contro...

Vigili del fuoco aggrediti in via Gola a Capodanno: “Noi 5 contro 100, evitato l’effetto domino del falò”

Vigili del fuoco aggrediti in via Gola a Capodanno:
Vigili del fuoco aggrediti in via Gola a Capodanno: "Noi 5 contro 100, evitato l'effetto domino del falò"

“Abbiamo dovuto fare uno sforzo di freddezza, perché la rabbia era tanta, ma non potevamo fare nulla perché eravamo cinque persone contro un centinaio. Reagire non sarebbe servito”. Sono le parole di Francesco Murdica, caposquadra dei vigili del fuoco del distaccamento di via Darwin, che la notte di Capodanno era alla guida della squadra che ha subito l’aggressione in via Gola a Milano, dove i pompieri erano intervenuti per spegnere i roghi di spazzatura appiccati per strada. “Insulti, razzi e petardi che ci sono stati lanciati, ma il nostro intento era comunque quello di spegnere l’incendio quanto prima” ha spiegato il pompiere, ancora scosso per quello che è avvenuto. Ma soprattutto ancora incredulo per il gesto più grave compiuto dai teppisti quella notte, ovvero rubare le chiavi dell’autopompa, impedendo così di usare il mezzo e anche l’acqua per domare le fiamme: “Senza chiavi ero come un poliziotto disarmato. Non mi aspettavo un’azione del genere: in trent’anni di servizio non mi era mai successo”. “Quel falò non spento in tempi rapidi avrebbe potuto trasmettere calore ai fabbricati vicini e alle auto parcheggiate con un tragico effetto domino”, spiega Tommaso Di Lena, responsabile prevenzione incendi del Comando provinciale dei vigili del fuoco. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta della procura.

Racconta il caposquadra, durante la visita fatta oggi in caserma dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri, che ha portato la solidarietà ai vigili del fuoco: “E’ stato l’autista a dirmi: ‘Si è spento il mezzo. Senza chiavi non si poteva fare nulla e nemmeno attivare l’acqua, quindi abbiamo dovuto comunicare con la sala operativa e farci mandare la botte per le opere di spegnimento. Bisognava poi avvisare il capoturno e far arrivare il secondo mazzo di chiavi. Le forze dell’ordine sono arrivate dopo 15 minuti, che possono sembrare pochi ma non lo sono. Gli aggressori ci incitavano a reagire ma noi non siamo così: abbiamo piuttosto impiegato quel tempo a cercare le chiavi anche sotto le vetture, mentre continuavano ad arrivare insulti e petardi. Quando è arrivata la polizia di Stato c’è stato un fuggi fuggi e abbiamo potuto spegnere le fiamme. I poliziotti ci hanno scortato fino alla fine”.

“All’una di notte di San Silvestro, con molti mezzi dislocati in città, affrontare un eventuale effetto domino con il solo mezzo che avevamo sul posto non sarebbe stato facile”, ha sottolineato l’ingegnere Di Lena. “Quella notte c’è stata un’immagine simbolo del nostro modo di agire: il vigile che continuava le operazioni di spegnimento scansando il lancio di una bottiglia – ha sottolineato Di Lena -. Il caposquadra ha tranquillizzato i suoi uomini contro gli insulti. Siamo soddisfatti di come è andata ma non di quel branco di persone incivili e sbagliate culturalmente che ci hanno aggredito. La cittadinanza, al contrario, ci ha fermato per difenderci e supportarci, questo ci spinge a continuare a lavorare. Non ci sentiamo indifesi e la presenza del ministero dell’Interno è una garanzia, ma la reazione di queste piccole frange ci colpisce nell’anima. Perfino allo stadio siamo tra le forze dell’ordine più apprezzate”.

Commenta il viceministro Mauri: “Colpisce molto quando vengono colpiti ambulanze, medici o vigili del fuoco, vuol dire che le basi della convivenza civile stanno venendo meno per alcuni. La grandissima parte della società ha valori positivi e agisce di conseguenza, ma bisogna intervenire con durezza sui responsabili e recuperare in termini di educazione, facendo capire che i beni comuni sono di tutti e tutti dobbiamo difenderli”.