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Via Gola, dopo l’incendio e i vandali l’appello dei cittadini: “Aiutateci contro il degrado”

Via Gola, dopo l'incendio e i vandali l'appello dei cittadini:
Via Gola, dopo l'incendio e i vandali l'appello dei cittadini: "Aiutateci contro il degrado"

Sono partiti da lontano e si sono incontrati nel tempo. Si sono presi per mano, hanno fatto un bel po’ di strada insieme e adesso sono giunti a un punto di svolta: “non è più il momento degli impegni generici, lo chiediamo alle istituzioni”. Sono i ‘buoni’ di via Gola, normali cittadini e realtà sociali e associative che da quattro anni si impegnano per cambiare le cose in quella che è considerata, a ragione, la via dello spaccio dei Navigli. Sostengono di “non avere la bacchetta magica”, ma di essere “capaci di contrapporre arte e cultura ad hashish e cocaina”, cioè di osare con bellezza e socialità dove c’è il degrado.

Spazio Aperto Servizi, Occupiamoci di via Gola, Amapola, Bei Navigli – MuMi Ecomuseo Milano Sud, Fondazione Elio Quercioli, La Casa delle Artiste, La Grande Fabbrica delle Parole. Sono sigle. Ma queste sigle, messe una accanto all’altra, raccontano un’altra storia: una “anti-storia” del quartiere Aler. Qui il 43 per cento delle case sono occupate abusivamente, ma intorno si organizzano musical, eventi culturali, manifestazioni dedicate al cibo, cene e feste con una frequenza tale da far invidia ai distretti più chic di Milano. In questo quadrato di strade, dentro ai confini delimitati da muri straripanti di graffiti, si trova non poca delinquenza – ultimo caso l’aggressione ai pompieri che spegnevano il falò acceso in strada a Capodanno – , ma anche un bel po’ di fermento sociale positivo che rende il quartiere “autentico”. E queste sigle, insieme, hanno firmato un documento che richiama Comune e soprattutto Regione al dovere: “Da tempo registriamo con favore i segnali di disponibilità al dialogo che provengono dalle istituzioni. Allo stesso modo leggiamo con apprezzamento dichiarazioni che prospettano soluzioni economiche pubbliche a sostegno della riqualificazione. Pensiamo però che il tempo, per chi vive in via Gola, in via Pichi e in via Borsi non sia una variabile indipendente. È venuto il momento, finalmente, perché qualcosa di concreto si realizzi”.

 

Luisa Marzani è la presidente dell’associazione Occupiamoci di via Gola: “Cittadini del quartiere che si sono uniti per dire basta a quello che era sotto gli occhi di tutti”. Lo hanno fatto senza lamentarsi e “rimboccandosi le maniche”. Sono loro che nel 2016 hanno impresso una svolta: “Ripeto sempre che noi vogliamo portare qui bellezza e cultura, ma per farlo abbiamo bisogno delle istituzioni”. Grazie al loro impegno ( e a quello del Municipio 6) quest’anno partiranno i lavori per la riqualificazione della via: marciapiedi più larghi, nuovi arredi urbani e un filare alberato. Ci sono riusciti scrivendo e presentando un progetto per il Bilancio Partecipativo. Mariagrazia Campese lavora per “Spazio Aperto Servizi”, una cooperativa sociale che da 25 anni a Milano aiuta concretamente anziani, disabili e persone fragili nei quartieri più difficili. “Negli ultimi tempi abbiamo organizzato decine di assemblee pubbliche e siamo riusciti a coinvolgere chi vive nelle case popolari e che prima aveva paura – racconta – i numeri stanno crescendo, ma ci sono situazioni che vanno affrontate. Altrimenti episodi come quello di capodanno sembrano distruggere tutto il nostro lavoro”. Spazio Aperto Servizi si occupa anche del dopo scuola per i ragazzi del quartiere, così come La Fabbrica delle Parole (Terre di Mezzo onlus) coordinata da Leonardo Rasulo: “In questi anni il coinvolgimento dei ragazzi è aumentato, noi lavoriamo con la scrittura e tra le varie cose abbiamo pubblicato due numeri del giornale “GolaNews”, fatto da loro. Chiediamo uno sforzo per contrastare la dispersione scolastica e sostenerci in questa proposta culturale”.

Storie che si intrecciano. Come quella della Fondazione Quercioli, vicina al Pd e con una sede in via Gola. Il presidente è Franco Cazzaniga che giustamente rivendica come la Festa del Cioccolato da loro organizzata nella via sia stata nel 2016 la prima iniziativa in grado di mostrare la via sotto un’altra luce: “tutto è cominciato lì”. La voglia c’è, le idee pure. Serve una sponda. “Questa notte la mia gola è messa peggio di via Gola”, cantano i rapper milanesi “Coma Cose” che al quartiere che si affaccia sul Naviglio Pavese hanno dedicato uno dei loro ultimi successi: la speranza e che questo possa rimanere solo un ritornello orecchiabile. Di cui un giorno, dicono, “forse si riuscirà a sorridere”.