Riprendono i lavori sugli alberi del Parco Bassini. Dopo le proteste delle settimane scorse che avevano interrotto il cantiere del nuovo edificio di Chimica del Politecnico di Milano, gli operai sono tornati al lavoro sul parco di Città Studi, protetti questa volta da un cordone di agenti della polizia per tenere lontano chi si oppone al taglio delle piante. Ma le polemiche sull’operazione dell’ateneo non si fermano. “Sotto il vigile controllo di un esercito di polizia,  riprendono i lavori – scrive Arianna Azzellino, docente dell’università di Piazza Leonardo Da Vinci a capo della protesta che coinvolge studenti, professori e residenti del quartiere – nonostante le richieste del Comitato di dare seguito a quanto prospettato nell’ambito della commissione ambiente per discutere il progetto di riassetto del Campus Bassini, nella quale si era ipotizzato di istituire dei tavoli tecnici che supervisionassero il trasferimento dei 57 alberi presenti nell’area interessata dal cantiere, così come annunciato dal Rettore stesso in quella medesima sede, e la rivalutazione delle misure di compensazione previste in una prospettiva di più ampio respiro e centrata, come anche richiesto dalla presidente del Municipio di zona, sul quartiere”. A oggi, prosegue, “non risulta che i tavoli siano neppure mai stati avviati”. E il consigliere del Pd Carlo Monguzzi, postando una foto sui social con le motoseghe al lavoro sulle piante, commenta: “È una vergogna per il Politecnico e il suo sviluppo sostenibile ma soprattutto per la città tutta”.