Vaiano Cremasco, perde il lavoro e vive in auto: “Ho bisogno di un trapianto”

Vaiano Cremasco, perde il lavoro e vive in auto:
Vaiano Cremasco, perde il lavoro e vive in auto: "Ho bisogno di un trapianto"

Vaiano Cremasco (Cremona), 12 febbraio 2020 – «Non ho casa, non ho lavoro e non posso mettermi in lista d’attesa per un trapianto di reni del quale ho bisogno perché non saprei dove andare a passare la convalescenza di sei mesi e neppure come fare a mantenermi». E’ la confessione di Emanuela, 43 anni di Vaiano Cremasco la quale, per una serie di vicissitudini, è costretta a mendicare ospitalità da qualche amico e vive praticamente in una vecchissima auto, acquistata per 200 euro, nella quale ha lasciato tutte le sue poche cose. 

«Lavoravo a tempo pieno in una ditta nel Lodigiano, ma un brutto giorno l’azienda è fallita e mi sono ritrovata senza impiego. Non mi sono data per vinta e ho trovato altri lavori, finché sono riuscita a ottenere un’occupazione fissa. Ma anche stavolta l’azienda è finita male. Da allora, sono ormai tre anni, vivo di lavori saltuari. Da ottobre non trovo più nulla e vivo grazie al reddito di cittadinanza. Tuttavia, non posso andare avanti così e nessuno mi aiuta. Alcuni avvocati non hanno accettato di difendermi, il comune non mi dà una casa e io sono allo stremo. Ho perso un appartamento perché il mio ex compagno se l’è intestato e non riesco a vedere mia figlia di 13 anni come vorrei. Lei vive momenti difficili: se avessi un alloggio, potrei starle più vicina».

La vicenda di Emanuela è una storia cruda: a volte a dorme in auto o mendica un posto dove stare la notte, nella speranza che nessunole rubi le poche cose che ha in auto. «Siamo al corrente della situazione di Manuela – dicono ai servizi sociali – anche se ci sono cose da precisare meglio. Per esempio, lei non ci ha mai detto di essere in attesa di trapianto. Questo potrebbe cambiare le cose, anche se sappiamo bene che le domande per avere una casa sono molte. Al momento Manuela è in graduatoria, ma ha davanti altre persone. Non sono bei momenti e sappiamo di altre persone costrette a vivere da amici o in catapecchie fatiscenti per cercare riparo. Sappiamo di almeno due persone nel paese qui vicino in queste condizioni estreme. Ma per i motivi di salute che Manuela espone, le cose potrebbero cambiare».