Un outlet del lusso alle porte di Bergamo: 200 milioni di investimenti. Ma senza fermata ferroviaria alla Fiera il progetto salta

Un outlet del lusso alle porte di Bergamo: 200 milioni di investimenti. Ma senza fermata ferroviaria alla Fiera il progetto salta

Un outlet del lusso alle porte di Bergamo: 200 milioni di investimenti. Ma senza fermata ferroviaria alla Fiera il progetto salta 

Il treno per l’aeroporto nell’ultima versione tira dritto, da Bergamo a Orio, senza stazioni intermedie. Nelle complesse trattative tecniche e politiche tra governo, enti locali e Ferrovie dello Stato è saltata la fermata della Fiera e, con essa, rischia di evaporare un progetto del valore di almeno 200 milioni di euro: 7.500 parcheggi, un hotel, una galleria di negozi, tra le altre cose. Si chiama Green Eye e poggia su basi tedesche. Dalla Germania vengono sia l’imprenditore che ha ideato il piano, Sandro Paolino, sia i progettisti dello studio Tilke cui è consegnato il disegno del complesso: è il gruppo di architetti e ingegneri che hanno realizzato molte delle piste su cui allo stato attuale corre la Formula 1.

L’imprenditore e il masterplan
Le origini del progetto risalgono al 2016. Paolino, 47 anni, nato a Kaiserslautern, ha lavorato negli ultimi tre decenni nell’edilizia per il settore alberghiero, attraverso il gruppo Epikurean che costruisce hideout, complessi per vacanze di lusso in località fuori dalle rotte del turismo di massa, in particolare nei mari asiatici. Come finisce un imprenditore così a Bergamo? «Due dei miei figli sono venuti anni fa a studiare in città — racconta lo stesso Paolino —, mi sono innamorato di Bergamo. E ci vedo un enorme potenziale turistico non sfruttato. Attraverso il nostro gruppo “vendiamo” località sconosciute e difficili da raggiungere, vendere Bergamo ai viaggiatori tedeschi, russi e non solo, attraverso il progetto giusto,…

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