Ubi e l’Ops di Intesa: le defezioni dal Car. Ora la partita in mano ai fondi e ai grandi azionisti bergamaschi

Ubi e l’Ops di Intesa: le defezioni dal Car. Ora la partita in mano ai fondi e ai grandi azionisti bergamaschi

Ubi e l’Ops di Intesa: le defezioni dal Car. Ora la partita in mano ai fondi e ai grandi azionisti bergamaschi 

Innestatosi sul concambio che Intesa aveva considerato, a detta dello stesso ceo Carlo Messina, «un’offerta già equa», aggiungendo il giorno dell’annuncio di non avere «nessuna intenzione di cambiare le condizioni», il rilancio cash di 0,57 euro ad azione ha avuto sull’Ops di Intesa su Ubi l’effetto di una scossa. Ha colmato solo per metà quel delta di un miliardo e 100 milioni di mancata valorizzazione della banca guidata da Victor Massiah, ma ha fatto breccia nei grandi azionisti di Ubi e nelle Fondazioni, arroccate in posizioni attendiste ancorché contrarie all’operazione, in attesa della «valorizzazione». Il ritocco in denaro, appunto. Ed è su questo terreno, nei giorni scorsi, che le interlocuzioni tra le parti sono diventate serrate.

Dalle indiscrezioni che parlavano di una forbice tra 0,30 euro fino ad un euro tondo, il cda di Intesa ha dato l’imprimatur ad uno 0,57 di linea mediana che, in primis, ha scardinato le «resistenze» delle due Fondazioni, Banca del Monte di Lombardia e Crc Cuneo, riunite nel Car. Ufficialmente depauperato prima dell’1,01% di Cattolica e poi dalle due Fondazioni (che insieme valgono circa il 10%), il Comitato Azionisti di Riferimento potrebbe dover scontare anche un’altra fuoriuscita eccellente, un altro 1% in meno, dal momento che ufficiosamente (ma non troppo), risulta l’adesione all’Ops anche di Pietro Gussalli Beretta, che siede nel cda di Ubi. Chi sperava che l’ingresso nel Car…