Treviglio, nel ristorante lavoratori in nero: uno aveva il reddito di cittadinanza

Treviglio, nel ristorante lavoratori in nero: uno aveva il reddito di cittadinanza
Treviglio, nel ristorante lavoratori in nero: uno aveva il reddito di cittadinanza

Bergamo, 14 febbraio 2020 – Guardia di Finanza di Treviglio in azione in materia di lavoro sommerso nella Bassa, principalmente nei ristoranti, parrucchieri e bar, attività gestite da italiani e da stranieri, nove in totale.  Bilancio: 15 lavoratori in nero e 5 irregolari, ossia pagati in contanti per non far figurare il compenso in busta paga.

Tra i casi più eclatanti, quello emerso nelle due sedi di un ristorante, a Treviglio e Lurano, dove sono stati individuati 7 dipendenti, soprattutto italiani, risultati tutti in nero. Ed uno di loro percepiva anche il reddito di cittadinanza. Per questo, oltre alle sanzioni amministrativea carico del datore di lavoro per ciascun dipendente e alla segnalazione all’Ispettorato per la sospensione dell’attività, è stata anche attivata la Direzione provinciale dell’Inps di Bergamo per interrompere l’erogazione del reddito indebitamente percepito. In un altro caso è stato sanzionato il titolare di un bar di Treviglio che impiegava in nero entrambi i dipendenti, uno dei quali percepiva anche l’indennità di disoccupazione (Naspi), beneficio di cui non aveva diritto avendo iniziato un nuovo lavoro.

Nel complesso sono state comminate sanzioni per oltre 30mila euro e avviate le azioni per recuperare l’importo delle indennità illecitamente percepite. I datori di lavoro hanno dovuto regolarizzare la posizione di ciascun lavoratore, anche versando i contributi spettanti. Inoltre, come previsto dalle norme, le due persone sorprese a lavorare in nero, nonostante percepissero una il reddito di cittadinanza e l’altra l’indennità di disoccupazione, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Bergamo rispettivamente per aver omesso di comunicare il nuovo impiego lavorativo e per truffa ai danni dello Stato.