Home Milano Torna all’asta uno spazio in Galleria a Milano: concessione a Del Vallino-Buccellati...

Torna all’asta uno spazio in Galleria a Milano: concessione a Del Vallino-Buccellati decaduta per lavori non autorizzati

Torna all'asta uno spazio in Galleria a Milano: concessione a Del Vallino-Buccellati decaduta per lavori non autorizzati
Torna all'asta uno spazio in Galleria a Milano: concessione a Del Vallino-Buccellati decaduta per lavori non autorizzati

Torna sul mercato, dopo meno di due anni dall’assegnazione, uno spazio della Galleria di Milano: il locale di 60 metri quadri che nel maggio 2018 era stato assegnato con una gara all’argenteria del gruppo Federico Buccellati – attraverso la società Del Vallino spa – viene rimesso all’asta con il meccanismo dell’incanto. Perché l’assegnazione all’argenteria Buccellati è decaduta: l’azienda, infatti, aveva realizzato lavori “non conformi e in assenza delle dovute autorizzazioni”. Tradotto: aveva demolito un soppalco che, in base agli accordi firmati nel contratto di affitto, non avrebbe dovuto toccare.

La giunta ha approvato quindi le linee di indirizzo per la valorizzazione del locale di 60 metri quadri a due passi dall’Ottagono, occupati fino a poco tempo fa dalla gioielleria Leo Pizzo: base d’asta 289.935 euro di canone annuo, meccanismo del rialzo, come è stato fatto per l’ex negozio Tim, con l’asta record che ha assegnato gli spazi ad Armani.

La gara si svolgerà in due parti. Nella prima saranno valutate le offerte tecniche che soddisfano i requisiti per l’adesione al bando. Saranno ammessi i progetti merceologici d’eccellenza ed alta qualità del made in Italy e internazionale del design, della moda, dei gioielli e delle opere d’arte. La seconda fase, riservata solo ai concorrenti che saranno qualificati, avverrà con asta pubblica ad incanto. Lo spazio è già stato restituito a novembre dalla società Del Vallino spa dopo l’ordinanza di decadenza del contratto d’affitto emessa dal Comune. La società ha presentato ricorso davanti al Tar della Lombardia per l’annullamento del provvedimento del Comune, ma il ricorso è stato respinto anche in appello dal Consiglio di Stato.