Tempo pieno, una ripresa «morbida». Per un mese in classe solo al mattino

Tempo pieno, una ripresa «morbida». Per un mese in classe solo al mattino

Tempo pieno, una ripresa «morbida». Per un mese in classe solo al mattino 

Nell’anno del Covid, le scuole a settembre si riempiranno di insegnanti precari. Non è una novità, ma il numero dei docenti quest’anno è decisivo per il mantenimento del tempo prolungato, adottato a Milano dal 96% delle primarie. E il vederlo messo in dubbio agita migliaia di genitori. In settimana, la ministra all’Istruzione Lucia Azzolina ha dato rassicurazioni: «Grazie alle risorse stanziate con il decreto Rilancio, avremo più docenti e personale Ata da distribuire su tutto il territorio nazionale». Aumentano le richieste per entrare nelle graduatorie provinciali lombarde: il dato aggiornato mostra 34.307 domande per lavorare in Lombardia, dove le cattedre sono 122 mila, sostegno incluso. Quelle scoperte sono oltre 19 mila, di cui 4.270 a Milano, a cui si aggiungono quelle degli insegnanti di sostegno (2.138). Di questi posti vacanti, stima la Cisl, solo il 29 per cento (25% per Milano) potrebbe essere coperto dagli insegnanti già in graduatoria.

Il numero di docenti precari in servizio quest’anno potrebbe salire a 60 mila unità, denuncia la Cgil. «In Lombardia abbiamo un’emergenza cronica che aumenterà spaventosamente le supplenze», dice Tobia Sertori, segretario generale della Flc-Cgil della Lombardia. «Un altro nodo importante da sciogliere è quello del trasporto scolastico: al momento è garantito solo per il 50% degli studenti e si chiede alle scuole di cambiare orari. Non sono le scuole a doversi adattare, si trovino i fondi per…

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