Voleva riprendersi la figlia, e per questa ragione una donna straniera originaria del Kirghizistan ha seguitato a perseguitare la ragazzina ed il padre, arrivando anche a commettere un’aggressione fisica. Protagonista in negativo della vicenda, una 41enne extracomunitaria da tempo residente a Bressana, in provincia di Pavia.

Dopo il divorzio dall’ex marito 48enne, avvenuto nel 2010, la donna aveva tentato in ogni modo di ottenere la custodia della figlia, ma questa era stata affidata dal tribunale competente al padre. Da quello stesso anno avevano quindi avuto inizio i continui atti persecutori della straniera nei confronti dell’uomo e della minorenne, che vivevano insieme in un appartamento sito in piazza Amendola, a Milano.

Nel corso del tempo la kirghisa non si è mai rassegnata all’idea di lasciare la ragazzina alle cure del padre, ed in questi ultimi giorni i suoi comportamenti si erano fatti sempre più minacciosi e violenti, raggiungendo il loro culmine.

Durante la giornata dello scorso sabato 21 dicembre, la 41enne è arrivata addirittura a dar fuoco al portone del palazzo in cui vivono padre e figlia, servendosi di una tanica colma di liquido infiammabile. Gli inquirenti non hanno fatto in tempo ad avviare le indagini del caso, che la donna è tornata all’attacco, presentandosi dinanzi all’ingresso di casa dell’ex compagno il giorno successivo.

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Decisa a tendere un agguato all’uomo ed alla ragazzina, ora 14enne, la straniera si è nascosta ed ha atteso che i due rincasassero per passare all’azione. Dopo aver utilizzato del gas lacrimogeno contro il 48enne, la donna ha subito cercato di catturare la figlia, minacciandola con un coltello e tentando di legarla con delle fascette di plastica. La minorenne, che evidentemente non aveva alcuna intenzione di seguire la madre, ha opposto resistenza, spingendola lontano da sé e mettendosi a gridare.

La kirghisa si è dunque data alla fuga, mentre intanto veniva dato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che, dopo aver ascoltato il racconto delle due vittime, hanno immediatamente avviato le ricerche della responsabile.

La donna è stata rintracciata nei pressi della vicina stazione metropolitana dagli uomini del nucleo operativo radiomobile Magenta, che hanno provveduto ad arrestarla.

Rinvenuto anche il lacrimogeno utilizzato contro l’ex coniuge: si tratta di gas Cs, una sostanza generalmente impiegata dalle forze dell’ordine e di non libera vendita.

Accusata di atti persecutori, lesioni personali e porto abusivo di armi, la 41enne straniera si trova ora dietro le sbarre della casa circondariale di San Vittore, in attesa di giudizio.

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