La Lombardia delle eccellenze della manifattura e dei servizi, dell’innovazione e dello sviluppo, motore economico dell’Italia, scende in campo “Smartland – La Lombardia del futuro” per disegnare la “mappa del saper intraprendere e del saper fare” attraverso un viaggio in otto tappe in tutti i capoluoghi che possa essere motore del cambiamento nei prossimi anni.

L’iniziativa, organizzata da Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, Fondazione Fiera Milano e Il Sole 24 Ore con il contributo di Ubi Banca che rientra tra gli eventi organizzati per celebrare i 50 anni dalla nascita della Regione istituita nel 1970, è stata presentata dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana insieme al presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, al presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali con il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini.

Racconto concreto – e non autocelebrazione – che ha l’obiettivo di fare il punto sulle best practice e sui percorsi di successo dei suoi territori, come dimostrano le 511 start-up che nel 2019 hanno iniziato la propria attività in Lombardia, quasi la metà del totale italiano di 1.127 nuove realtà imprenditoriali. O come evidenzia il primato nei brevetti per invenzioni industriali, nel 2019 il 32% del totale nazionale solo in Lombardia (3.253). Innovazione significa anche ricerca e sviluppo: il 58,6% delle aziende investe e svolge attività di ricerca, il 61% presenta innovazione di prodotto o processo, prima regione in Italia con una spesa per il settore R&D da parte dell’industria di 7,9 miliardi (il 26% del totale Italia).

A trainare verso il futuro è anche la green economy con 77.691 imprese lombarde che investono in tecnologie “verdi”. Delle 531 imprese eccellenti per bilancio e sostenibilità identificate nel premio Best Performance Award della Sda Bocconi, ben 197 sono lombarde. Determinante il peso di Milano – 62 aziende in classifica – con Bergamo, Brescia, Lecco, Monza-Brianza e Varese che anch’esse superano la doppia cifra.

Il viaggio di Smartland è una full immersion che parte dalle storie aziendali d’eccellenza che conquistano i mercati globali, modelli di capacità di competere fondati su ricerca e innovazione, digital transformation, nuovi saperi, economia sostenibile, connessioni tra le filiere territoriali, export e internazionalizzazione, semplificazione, lavori del futuro. Prima tappa mercoledì 29 gennaio a Varese e nell’Alto Milanese presso l’Università Liuc di Castellanza seguita da quelle nei territori di Mantova (25 febbraio), Brescia (18 marzo), Lecco-Como-Sondrio (22 aprile), Cremona (13 maggio), Bergamo (8 luglio), Pavia (16 settembre), Milano-Monza-Lodi il 26 ottobre.

“La Lombardia è punto di riferimento nel nostro Paese, l’unica realtà italiana in grado di competere realmente sulla scena internazionale. Nell’anno in cui celebreremo i 50 anni della nascita della Istituzione regionale – ha detto Attilio Fontana -vogliamo proiettarci verso nuovi traguardi attraverso una riflessione strategica sul suo ruolo. L’occasione è Smartland, iniziativa che sosteniamo con convinzione mettendo a disposizione la nostra volontà di sperimentare, innovare, crescere, lavorando ogni giorno per il futuro. L’obiettivo a fine percorso – conclude – sarà un evento in cui troveranno sintesi le esperienze raccolte durante questo viaggio e, ne sono certo, riusciremo a mettere nero su bianco un piano strategico condiviso che guarda ai prossimi 30 anni. Unlibro bianco sul futuro di una Regione che si mette a disposizione del Paese”. Fontana, ha infatti presentato anche il logo delle celebrazioni del 50 anno dalla nascita della Regione: una rosa camuna dorata con un 50 al cui fianco compare la scritta “un’altra storia“.

“Tutto il sistema Confindustria Lombardia ha aderito con convinzione al roadshow regionale perché viviamo una fase storico-politica in cui c’è forte bisogno di un racconto positivo dell’industria italiana che contrasti la cultura anti industriale che permea la nostra società, a partire dai livelli più alti della politica e delle istituzioni. Lo faremo mostrando l’innovazione, la sostenibilità e l’attitudine al cambiamento delle imprese lombarde – ha sottolineato Marco Bonometti -. C’è una forte volontà da parte delle imprese, di concerto con le istituzioni regionali, di raccontare un modello caratterizzato da istituzioni, attori economici e università che lavorano in sinergia per il bene comune e il benessere di tutti i territori. Vogliamo far capire al Paese che il Sistema Lombardia deve essere un riferimento. Abbiamo dimostrato nei fatti che mettendo al centro delle politiche regionali l’impresa e il suo territorio, puntando sulla competitività delle imprese e del sistema, si possono vincere le sfide globali”.

I 50 anni delle Regione e i 100 anni di Fiera Milano, due celebrazioni che segnano questo 2020 e si uniscono in Smartland. “Nel 1920 la prima Fiera di Milano dava vita a quella che, soprattutto per le Pmi, è diventata una vetrina indispensabile per la promozione dei propri prodotti e del proprio ingegno creativo – ha sottolineato Enrico Pazzali, che di Fiera è stato ad e oggi guida Fondazione Fiera Milano -. Cento anni durante i quali Fiera Milano è diventata un efficace strumento di politica industriale e territoriale per tutte quelle realtà che non avrebbero altrimenti le risorse per poter emergere anche nei mercati internazionali”.

Futuro e Innovazione sono le parole d’ordine che da sempre contraddistinguono quanti espongono nei nostri padiglioni – ha aggiunto -. Anche nel corso del 2019, innovazione ed esportazione hanno contraddistinto l’operato dei nostri espositori, con dati che superano di gran lunga le medie nazionali di settore rilevate dall’Istat. Il 92% degli espositori dichiara di esportare beni e servizi contro una media del 25% a livello nazionale; l’84% dichiara di impegnarsi in progetti innovativi, a differenza del 46% delle aziende italiane Il sistema Lombardia vince anche grazie a realtà come Fiera Milano”.

“Vogliamo fare di quest’anno l’occasione in cui da Milano e dalla Lombardia parte un progetto ambizioso con due obiettivi, considerando Fiera Milano come strumento, come perno del sistema: contribuire in modo decisivo alla centralità di questi nostri territori nella sfida globale tra i cinque Continenti, così è stato nel ventesimo secolo e così dev’essere anche in questo secolo; giocare bene questa partita perché ne beneficerà tutta l’Italia”.

Enrico Pazzali ha poi parlato di “metodo Milano” come modello virtuoso da esportare perché negli ultimi venti anni la crescita è stata spinta dalla continuità delle scelte strategiche e dalla continua collaborazione istituzionale fra Comune e Regione come hanno dimostrato Expo Milano 2015 e le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.