Si riapre il caso della stilista morta a Milano. Due lesioni al collo precedenti all’impiccagione

Si riapre il caso della stilista morta a Milano. Due lesioni al collo precedenti all’impiccagione

Si riapre il caso della stilista morta a Milano. Due lesioni al collo precedenti all’impiccagione 

Carlotta Benusiglio venne trovata impiccata con una sciarpa ad un albero, a Milano, il 31 maggio 2016. Il caso della stilista morta sin da subito ha sollevato dei dubbi: uno dei due medici legali nominati dalla procura ammetteva tra le ipotesi “la presenza di una persona che strangolava la vittima”. Ora la vicenda sarebbe vicina a una svolta, secondo quanto riportato da Repubblica.

Il nuovo pubblico ministero titolare del fascicolo, Gianfranco Gallo, ha ordinato il test con la glicoforina, per stabilire se il corpo della donna sia stato posizionato sull’albero dopo la morte: i risultati sembrano confermare questa ipotesi.

L’esame ordinato dal pm Gallo è in grado di stabilire se una ferita è stata provocata su un corpo vivo o deceduto. E sul collo di Carlotta, gli esperti della procura hanno individuato due lesioni. La prima, all’altezza della tiroide, è risultata una “lesione vitale”, perché il corpo ha rilasciato un quantità di sangue tale da dedurre che Carlotta in quel momento fosse viva. La seconda, quella che provocata dal solco della sciarpa, è definita “poco vitale”, cioè venutasi a creare su un corpo ormai deceduto. Il sangue rilasciato sul collo della vittima è stato minimo. Una reazione che si verifica quando il cuore ha già smesso di pompare: al momento della lesione Carlotta sarebbe stata già morta.

Carlotta sarebbe stata dunque prima strangolata a morte e in un secondo momento l’assassino avrebbe inscenato il suicidio. 

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