“Seriate dalla terra al cielo”, presentazione del volume sulla storia del campanile e della sua gente

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L’Assessorato alla Cultura e Tradizioni locali, in collaborazione con la Parrocchia del SS. Redentore e il Gruppo di Mediazione Didattica sabato 6 aprile, alle 17, nella biblioteca civica Gambirasio, presenteranno la nuova pubblicazione «Seriate dalla terra al cielo. Storia del campanile. Storia della sua gente». Nell’occasione saranno esposte alcune opere, omaggio di artisti seriatesi al campanile. I presenti riceveranno gratuitamente il volume.

“La storia si racconta anche attraverso le tracce lasciate dalle trasformazioni urbanistiche, dai monumenti, dalle scelte degli uomini. In questo sintetico volume ci si sofferma su uno dei simboli di Seriate, il campanile della chiesa del SS. Redentore, tra gli elementi che ci contraddistinguono, insieme al ponte sul fiume Serio – dichiarano l’assessore alla Cultura Ester Pedrini e il sindaco Cristian Vezzoli –. Seriate dalla terra al cielo. Storia del campanile. Storia della sua gente, promosso dall’Assessorato alla Cultura, dalla Parrocchia di Seriate e a cura del Gruppo di Mediazione Didattica, tra verbali, citazioni, disegni e fotografie, testimonia la dignità e l’orgoglio di un popolo che, sul finire degli anni Trenta, contribuì a realizzare il nuovo campanile, ognuno con le proprie possibilità. Anche gli emigranti, da Asmara, Addis Abeba, Stati Uniti, spedirono dall’estero chi 100, chi 35, chi 95 lire d’offerte, ‘come segno di buon Cristiano e buon italiano’, si legge in una delle lettere riportate in questo opuscolo. Inaugurato nel 1938 in sostituzione di quello cinquecentesco della chiesa di S. Cristoforo, in piazza Bolognini, il campanile fu festeggiato tra fuochi d’artificio, musica e spettacoli. Simbolo religioso e civile, con il suono delle sue otto campane, un tempo scandiva le attività agricole, le festività religiose e civili, segnava le buone e cattive notizie. Oggi continua nel compito di cadenzare i momenti più significativi della vita della comunità, ma soprattutto è un testimone privilegiato: dall’alto della sua vetta, osserva le trasformazioni economiche e sociali del paese, lo scorrere del tempo”.

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