Sematic, prime aperture e un passo indietro su parte del trasferimento

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Una prima, importante, apertura è arrivata alla conclusione dell’incontro di martedì nella delicata vertenza della Sematic di Osio Sotto dove a rischio ci sono circa 60 posti di lavoro. Il 20 marzo scorso l’azienda metalmeccanica aveva annunciato la decisione di delocalizzare parte della produzione dalla provincia di Bergamo all’Ungheria, provocando un esubero di 40 operai e 15-20 impiegati su un totale di 330 dipendenti.

La preoccupazione è fortissima, tanto che sono stati proclamati scioperi per quattro giorni consecutivi, dal 2 al 5 aprile, per un totale di 14 ore di astensione dal lavoro. Sin da subito la Fiom Cgil aveva detto di non poter accettare una delocalizzazione da parte di un’azienda che presenta bilanci più che positivi e che dunque, pare “puntare solo a ridurre i costi di produzione per aumentare il profitto del Gruppo Wittur, la multinazionale che l’ha acquisita”.

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