Salvini e l’ipotesi rimpasto per commissariare Attilio

Salvini e l’ipotesi rimpasto per commissariare Attilio

Salvini e l’ipotesi rimpasto per commissariare Attilio 

LO SCENARIO
Le dimissioni. Nient’altro che le dimissioni. Questa – il ritiro di Attilio Fontana – resta la vera soluzione dell’affaire Lombardia. Ma la Lega, per evitare o per procrastinare la resa dei conti, sta affannosamente cercando una via d’uscita di altro tipo. Ovvero, vuole mettere una toppa, magari improbabile, per non crollare insieme al Pirellone. Serve qualcosa per mettere da parte il governatore. Il quale a sua volta si è auto-oscurato. E ieri sera ha deciso di non esserci – «Il mio fisico mi ha avvertito: devo riposare e disdico gli appuntamenti pubblici di questi giorni» – alla festa di Salvini e della Lega a Cervia, in Romagna, che è tradizionalmente la gran parata estiva del Carroccio. Ma ha precisato: «Onorerò il mio mandato fino alla fine».
IL CHE FARE
Dunque? Il «che fare» è il tormento del segretario, sotto l’ombrellone di Milano Marittima, e del suo partito. Scaricarlo? No, significherebbe fare una plateale ammissione di colpa e creare una voragine nel tempio del Pil italiano. Commissariarlo? Sì. Con un rimpasto? Certo. Ma quando? Il tempo va trovato subito, «perché abbiamo anche l’urgenza – dice un big leghista lombardo, ex componente del governo gialloverde – di non fare la figura degli allocchi, guardando dalle macerie fumanti di Palazzo Lombardia il trionfo di Zaia». Ossia il probabilissimo successo del governatore veneto, non assimilabile al Capitano, che alle regionali del 20 settembre verrà plebiscitato con un 40-50 per cento dei…

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