Rovello Porro, fatture false per 7 milioni di euro: sequestrati denaro e immobili

Rovello Porro, fatture false per 7 milioni di euro: sequestrati denaro e immobili
Rovello Porro, fatture false per 7 milioni di euro: sequestrati denaro e immobili

Como, 12 febbraio 2020 – La Guardia di Finanza di Olgiate Comasco ha sequestrato beni e disponibilità finanziarie per un valore di 1 milione e 700 mila euro per frode fiscale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Como, su richiesta della locale Procura. Il sequestro è stato eseguito al termine di un’attività di polizia economico-finanziaria condotta dalle Fiamme Gialle nei confronti di un’azienda di Rovello Porro del settore dei trasporti, al termine della quale è emerso che l’impresa, tra il 2016 ed il 2017, ha utilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti per un importo complessivo pari ad oltre 7 milioni di euro, emesse da società “vicine” al medesimo soggetto economico.

Le operazioni, riconducibili ad imponenti cessioni di materiale ferroso, sono state oggetto di attività investigativa da parte dei Finanzieri, che hanno raccolto molteplici elementi probatori in ordine alla totale fittizietà dei rapporti commerciali documentati. Infatti, è stato scoperto che “la società verificata, ‘cartolarmente’ acquirente delle ingenti partite di ferro, non ha mai disposto alcun bonifico per l’acquisto della merce, non disponeva di locali idonei per lo stoccaggio e la lavorazione del ferro acquistato, presentava un impianto contabile inattendibile, oltre ad aver intrattenuto i successivi rapporti di vendita con societa’ risultate non operative da svariati anni. Inoltre, l’amministratore della società autrice della frode fiscale, dopo aver commesso gli illeciti tributari, da cui sono derivati consistenti risparmi d’imposta, ha posto in essere azioni propedeutiche a rendere vana qualsivoglia attivita’ di riscossione da parte dell’Erario, svuotando i conti correnti e pubblicizzando online la vendita degli immobili e dei locali aziendali intestati”.

L’ammontare del sequestro è pari a quello dell’IVA illecitamente evasa, mentre il rappresentante legale “è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Como per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture relative ad operazioni inesistenti. Complessivamente sono stati sottoposti a vincolo cautelare, ad oggi, beni del valore di circa mezzo milione di euro, in particolare un fabbricato industriale di pregio a in Rovello Porro, una polizza vita, l’intero valore delle quote societarie, conti correnti, 3 autoveicoli, 2 immobili ed 1 terreno a Gioia Tauro, in Calabria.