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Riforma della prescrizione, il pg di Milano: “Incostituzionale”. E 120 penalisti escono per protesta contro Davigo

Riforma della prescrizione, il pg di Milano:
Riforma della prescrizione, il pg di Milano: "Incostituzionale". E 120 penalisti escono per protesta contro Davigo

La sospensione del corso della prescrizione “non servirà sicuramente ad accelerare i tempi del processo, semmai li ritarderà ‘senza limiti e presenta rischi di incostuzionalità'”. E’ uno dei passaggi della relazione del procuratore generale di Milano Roberto Alfonso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “La norma introdotta consente al processo di giungere all’accertamento del fatto e all’eventuale condanna dell’imputato, è ciò anche a tutela della persona offesa, ma non si può sottacere che essa viola l’articolo 111 della Costituzione, con il quale confligge, quanto agli effetti, incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo”. E per protesta contro la presenza del consigliere del Csm Piercamillo Davigo 120 avvocati della Camera penale di Milano hanno lasciato l’aula nel momento in cui ha preso la parola, mostrando cartelli con tre articoli della Costituzione: 24 (diritto do difesa), 27 (presunzione di innocenza) e e 111 (giusto processo), a loro avviso violati dalla riforma sulla prescrizione. “Io rispetto le divergenze dei penalisti, sono fisiologiche”, ha risposto nel suo intervento il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, aggiungendo di essere “pronto al confronto con tutti gli attori: condivido che dobbiamo intervenire sui tempi del processo, non ho mai detto che per me la prescrizione è un modo per ridurre questi tempi, non sono manettaro”.

Inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano, la protesta degli avvocati

All’inagurazione – a cui sono presenti oltre al ministro anche Piercamillo Davigo, magistrato e membro togato del Csm, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala e la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia – si annuncia come un’occasione di protesta contro la riforma della prescrizione anche per gli avvocati: una quarantina di iscritti alla Camera penale di Milano hanno sfilato mostrando cartelli poco prima dell’inizio delle celebrazioni per l’anno giudiziario. “Abbiamo indicato tre articoli della Costituzione: il 24 che è per il diritto di difesa, il 27 che è la presunzione di non colpevolezza è il 111 che è il giusto processo. Accoglieremo Davigo con questi cartelli”, ha detto l’avvocato Giovanni Briola del direttivo della Camera penale.

Nei giorni scorsi, infatti, i penalisti milanesi avevano chiesto di revocare la designazione del consigliere Piercamillo Davigo a rappresentare il Csm all’inaugurazione dell’anno giudiziario: richiesta giudicata “irricevibile” dal comitato di presidenza del Csm. “Accanto alle aggressioni fisiche, quelle verbali possono essere ugualmente dannose. Con la narrazione degli avvocati unici responsabili delle lungaggini processuali, i cui testimonial, re incontrastati del talk show serali, rivestono importanti ruoli, purtroppo anche nella magistratura, impegnandone l’autorevolezza, in un quasi generalizzato silenzio”. Così nel suo intervento per l’anno giudiziario il presidente dell’ordine degli avvocati di Milano, Vinicio Nardo, torna sulla polemica con Davigo. Quando la presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Tavassi nel ringraziare i principali ospiti presenti all’inaugurazione ha nominato Davigo dicendo che “siamo lieti di accogliere e che per tanti anni abbiamo avuto protagonista nella sede giudiziaria di Milano”, nell’aula si è levato uno scroscio di applausi. Ma poi, quando ha preso la parola Davigo, gli avvocati della Camera Penale di Milano hanno lasciato l’aula. Alle urla “vergogna” di uno dei presenti Davigo è stato costretto a interrompere il suo intervento. La protesta contro il presidente della II Sezione penale presso la Corte suprema di Cassazione è però stata subito bloccata dalla presidente della Corte di Appello, Marina Anna Tavassi: “Silenzio, altrimenti uscite dall’aula”.

 

Riforma della prescrizione, le critiche da Milano

“A nostro modesto avviso la norma presenta rischi di incostituzionalità – aggiunge il procuratore generale nella sua relazione alla presenza del ministro della giustizia Alfonso Bonafede – essa invero appare irragionevole quanto agli scopi, incoerente rispetto al sistema, confliggente con valori costituzionali”. A Milano la prescrizione nella fase delle indagini preliminari “incide per il 3,79 per cento”. E a Milano, lamenta Alfonso, ci sono “spaventosi vuoti di organico e la mancanza di risorse che contribuiscono a determinare tempi lunghi del processo”. E ancora, nel discorso del procuratore generale si legge che per l’imputato “già solo affrontare il processo penale costituisce una ‘pena’”, anche per il “disdoro che purtroppo nella nostra società massmediatica esso provoca”. E, dunque “l’inefficienza dell’amministrazione” non può “ricadere sul cittadino, benché imputato”. Da “oltre un decennio”, prosegue Alfonso, “denunciamo gli spaventosi vuoti di organico e la mancanza di risorse che contribuiscono a determinare i tempi del lungo processo, ma certamente la soluzione ai ritardi, alla mancanza di risorse, al difetto di organizzazione, alla inefficienza dei servizi, dunque al mancato rispetto dell’articolo 111 Costituzione da parte dei Governanti, non può individuarsi nella sospensione del corso della prescrizione, a danno dell’imputato”. Per questo “il legislatore con urgenza e con sapienza” deve adottare “una soluzione che contemperi le due esigenze: la tutela della persona offesa e la garanzia per l’imputato di un processo di ragionevole durata”.

 

Anno giudiziario a Milano, Bonafede: “Presto lavori in tribunale”

In merito ai fondi stanziato per la sicurezza del Palazzo di Giustizia di Milano, dopo l’incidente capitato ad un giovane avvocato un anno fa, il ministro Alfonso Bonafede ha detto che sono stanziati “immediatamente” dei fondi per la sicurezza. Il presidente della Corte d’Appello, Marina Tavassi, ha invece affermato che “solo di recente è stato deliberato il finanziamento”. “Non è sufficiente destinare risorse, se tali risorse rimangono imbrigliate nelle reti della burocrazia – sono state le parole del ministro -.  E’ l’esperienza drammatica avvenuta proprio negli uffici milanesi, nei quali lo scorso anno è accaduto un fatto di una gravità inaudita”. “Oltre a portare la mia personale vicinanza all’avvocato Antonio Montinaro, il ministero ha tempestivamente svolto tutte le attività di sua competenza – assicura Bonafede -, stanziando tra l’altro immediatamente la somma di 650mila euro, poi elevata a 900 mila euro per i lavori necessari. Eppure a causa delle lunghe procedure l’intervento non è stato compiuto e il problema non attiene soltanto alla sicurezza, ma alla percezione della trascuratezza che può notare chiunque passi in quel punto delle scale. Le procedure sono lunghe, ma oltre allo stanziamento dei fondi vi assicuro che è costante ed elevatissima su questo Palazzo e sulla vostra sicurezza”. “A distanza di un anno dal drammatico evento del 18 gennaio 2019 – ha sostenuto Tavassi nel suo intervento – in cui un giovane avvocato ha subito gravissime lesioni di carattere permanente, i lavori di messa in sicurezza delle balaustre e dei parapetti del Palazzo non sono ancora stati avviati. Solo di recente ne è stato deliberato il finanziamento, cosicché si confida che – dopo i tempi necessari per l’aggiudicazione dell’appalto – i lavori potranno finalmente avere inizio”.