Quote azzurre a Bellinzago Lombardo. Il Comune del Milanese, infatti, sfora la legge Delrio, che fissa una regola precisa: nelle giunte dei Comuni con più di 3 mila abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%. Ma se il problema, spesso, è dell’eccesso di uomini rispetto alle donne, a Bellinzago – 3.878 abitanti – la situazione è opposta: in giunta ci sono quattro donne – la sindaca e tre assessore – e un solo uomo, il vicesindaco; in Consiglio comunale gli uomini sono la metà delle donne, 4 contro 8. E quindi? Il Comune dovrebbe adeguarsi in tempi rapidi alla legge, inserendo nell’organigramma almeno un altro uomo in giunta, ma l’orientamento semba un altro: quello di presentare il caso “Bellinzago” come una particolarità degna di “deroga”.

Un caso limite, insomma. Che però esiste sin da quando la giunta di Angela Comelli, rieletta nel 2018 con la lista di centrosinistra “Vivere Bellinzago”, si è insediata. Perché la sindaca ha scelto da subito la sua squadra: Michele Avola, vicesindaco e delegato a Comunicazione e politiche agricole, innovazione ed ecologia, Barbara Maria Belloni, assessora a Pgt ed edilizia, lavori pubblici, tutela del patrimonio e attività produttive; Barbara Piera Scotti, Istruzione e famiglia; Valentina Manenti, Sport, eventi, cultura, formazione e volontariato.

La questione è nota già da un anno, da quando la prefettura aveva segnalato la situazione irregolare, e nel frattempo ci sono stati diversi ragionamenti in merito. Adesso però c’è una scadenza fissata da prefettura e difensore civico regionale: l’amministrazione si deve adeguare alla Delrio entro e non oltre il 24 gennaio 2020 sostituendo una assessora con un uomo, pena il rischio della nomina di un commissario ad acta. Ma la strada che la sindaca starebbe provando è quella di una sorta di deroga, facendo riferimento al fatto che Bellinzago fa parte dell’Unione dei Comuni Adda Martesana: questo dovrebbe, in qualche modo, riequilibrare la disparità di genere.