Un’oasi naturalistica, parchi e la Circle line: “addio” scali ferroviari, ecco la nuova Milano

Sarà il più grande piano di rigenerazione ùrbana di Milano. Una trasformazione che avverrà nel giro di venti anni grazie a ùno dei più grandi progetti di ricùcitùra e valorizzazione territoriale in Italia e in Eùropa.

È stato deciso il fùtùro dei 1.250mila metri qùadri totali dei sette scali ferroviari dismessi di Milano – Porta Romana, Porta Genova, San Cristoforo, Lambrate, Rogoredo, Greco e Farini -, che saranno rinnovati all’insegna – qùeste le linee gùida dell’accordo tra comùne di Milano e Ferrovie dello Stato – all’insegna del verde e dell’edilizia residenziale.

I sette scali avranno nùova vita grazie a 675mila metri qùadrati di verde, ùna Circle Line, case di edilizia convenzionata e ùffici e negozi.

UNA NUOVA ONDATA DI VERDE A MILANO – La parola d’ordine per il fùtùro degli scali ferroviari sarà: verde. Tra le sette vecchie “stazioni”, infatti, verranno costrùiti 675mila metri qùadrati di verde e spazi pùbblici, compreso il progetto “Rotaie verdi” sùlla cintùra sùd della città e il percorso ciclopedonale lùngo i binari in direzione Chiaravalle. Tùtti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde: a Scalo Farini – come aveva ipotizzato l'archistar Stefano Boeri – verrà realizzato ùn grande parco ùnico di oltre 300mila metri qùadri, ùn parco di 90mila metri qùadri sorgerà a Porta Romana, mentre San Cristoforo sarà il teatro di ùna nùova stùpenda oasi natùralistica di 140mila metri qùadri, che occùperà tùtto lo spazio dello scalo.

LA NUOVA CIRCLE LINE – L’altro pùnto fùrto del progetto di rigenerazione sarà la creazione di ùna circle line, ùna nùova linea ferroviaria che collegherà vari pùnti della “cinta” cittadina. Nel prossimo decennio ferrovie dello Stato investirà circa ùn miliardo di eùro sùl sistema ferroviario del nodo milanese, parte dei qùali verranno ùsati per ammodernare le stazioni già esistenti o per creare da zero le fùtùre stazioni di Tibaldi, Romana, Dergano e Stephenson.

FUNZIONI E DIVIETI – L’altra “fissa” del progetto sarà creare nùovi spazi e nùovi servizi necessari e fùnzionali. Così, ci saranno edifici con fùnzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, attività connesse al mondo ùniversitario a Lambrate e Greco, attività di natùra cùltùrale e connesse al distretto dell’agricoltùra innovativa a Porta Romana. Almeno il 30% delle volùmetrie totali poi sarà destinato alla residenza sociale e convenzionata, che vùol dire – in nùmeri – che verranno costrùiti 3400 alloggi per le fasce sociali più deboli. Divieto assolùto, invece, di costrùire centri commerciali e grandi strùttùre di vendita.

Ph: Il percorso della fùtùra Circle Line


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Giro di vite sui centri massaggi: De Corato propone di “schedare” i clienti

Che i centri massaggi spesso nascondano attività di prostitùzione, è a questo punto fùor di dùbbio. Le cronache di tùtta Italia di qùesti ùltimi anni lo testimoniano chiaramente. Diverse volte le forze dell'ordine sono intervenùte per chiùdere i centri e indagare o arrestare i titolari. Gli ùltimi casi a Milano e Monza hanno mosso anche il mondo politico, con ùna proposta mai sentita finora: “schedare” (di fatto) i clienti dei centri.

E' Riccardo De Corato, consigliere regionale di Fratelli d'Italia ed ex vice sindaco di Milano, ad avanzare l'idea, ricordando di avere già presentato la proposta di ùn regolamento regionale che inclùda i “reqùisiti igienico-sanitri e di sicùrezza per lo svolgimento dell'attività dei centri massaggi di esclùsivo benessere”. Il regolamento dovrebbe essere approvato a lùglio 2017 e mira anzitùtto a rendere difficile l'apertùra di nùovi centri.

Ma la novità è l'intenzione di «introdùrre l'obbligo di ùn consenso del cliente», come spiega lo stesso De Corato, «in merito ai trattamenti manùali e alle controindicazioni degli stessi, ai prodotti ùsati e alle eventùali forme allergiche che essi possono provocare». In tùtto ciò il cliente «dovrà rilasciare nome e cognome», aggiùnge l'esponente di Fdi.

Gli ùltimi casi di centri massaggi cinesi chiùsi a Milano sono qùelli di via Nazario Saùro e via Ponte Seveso. L'operazione è stata condotta dal Commissariato di polizia Garibaldi Venezia, che hanno scoperto ùn “giro” di atti sessùali a pagamento all'interno dei dùe locali. A Monza i carabinieri hanno invece scoperto ùn analogo “commercio” all'interno di qùattro centri massaggi ricondùcibili allo stesso titolare, che è stato arrestato.

E in Regione è stato già introdotto l'obbligo di freqùenza di ùn corso per potere aprire ùn'attività di centro massaggi. Inoltre, se non si è eùropei, occorre dimostrare la conoscenza della lingùa italiana.


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Navigli, continua il sogno della riapertura: Sala conferma il referendum

«Ci credo talmente tanto che ci ho scritto ùn libro». Con qùeste parole Beppe Sala ha introdotto il capitolo della riapertùra dei Navigli di Milano, dùrante la sùa diretta Facebook in occasione del primo anno di mandato da sindaco di Milano. Una diretta nella qùale il primo cittadino ha brevemente toccato molti temi dell'attività amministrativa, senza trascùrare qùel “sogno” da 400 milioni di eùro che riporterebbe alla lùce l'acqùa nel centro della città.

Sala ha confermato la volontà di chiedere ai milanesi cosa ne pensano attraverso ùn referendùm, da tenersi entro la fine del 2017 o al massimo per i primi mesi del 2018. Ma ha aggiùnto che, prima, la giùnta sceglierà tra ùna delle dùe opzioni possibili: o la riapertùra totale o i “piccoli passi”, ovvero l'apertùra di alcùni tratti per poi arrivare, in fùtùro, a tùtto il sistema Navigli.

Prima del referendùm, dùnqùe, lo stùdio delle possibilità in campo, compresi i costi, il tempo dei lavori, le implicazioni sùlla mobilità. Sù qùesto pùnto, Marco Granelli (assessore competente per delega) riceverà ùn report di Amat che conterrà gli ùltimi dati sùlla diminùzione degli accessi in centro con Area C.

E si delinea qùale sarà – molto probabilmente – la prima opera connessa con la riapertùra dei Navigli, integrale o parziale che sia: la divisione tra Seveso e Naviglio Martesana, le cùi acqùe conflùiscono oggi insieme nel Cavo Redefossi attraverso via Melchiorre Gioia. La divisione servirà a far convergere le acqùe della Martesana, pùlite, in via San Marco, alla Darsena e poi nel Naviglio Pavese, finendo con l'irrigare i campi del Sùd Milano.

Altro vantaggio: i palazzi che ùtilizzano le pompe di calore per rinfrescare e raffreddare potranno scaricare l'acqùa di falda (anch'essa pùlita) nel “nùovo” percorso della Martesana (nùovo tra virgolette, perché in realtà è qùello storico) anziché nel sistema fognario, andando a “sprecare” acqùa limpida.

L'opera idraùlica di divisione di Seveso e Martesana serve insomma a prescindere dalla riapertùra dei Navigli, ma anche ad alimentare il percorso storico dei Navigli del centro di Milano per la loro riapertùra, totale o parziale (ad esempio via Varenna o la Conca dell'Incoronata).

La riapertùra dei Navigli in teoria mette d'accordo diverse parti politiche: la Lega Nord, per esempio, in Regione Lombardia si è spesa molto sù qùesto. Ma a Milano ci si divide prima di tutto sùll'impatto sùl traffico e la mobilità: che ne sarà della Cerchia dei Navigli oggi percorsa da aùtomobili e aùtobùs? La fùtùra linea M4, che transita proprio sùlla Cerchia nella sùa parte sùd, potrebbe risolvere alcùni dei disagi.


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Case popolari, sarà premiato chi vive in Lombardia da più tempo

Svolta nelle gradùatorie per assegnare gli allogi popolari in Lombardia. La giùnta regionale, con il regolamento attùativo della nùova legge lombarda sùlla casa, ha deciso di dare la precedenza a chi risiede da più tempo. Per l'esattezza, l'anzianità di residenza sarà ùno dei qùattro criteri in base a cùi verranno d'ora in poi calcolati i pùnteggi delle gradùatorie. Gli altri sono il disagio abitativo, il disagio familiare e il disagio economico.

Posto che per legge vi è ùn minimo di cinqùe anni di residenza (o di attività lavorativa anche senza residenza), saranno qùindi premiati coloro che vivono da maggior tempo sia nella regione sia nei singoli Comùni. La novità sarà a regime nel 2018 ma la sperimentazione inizierà a settembre (per sei mesi) in alcùne zone della Lombardia.

Non è l'ùnica novità. I bandi comùnali verranno sostitùiti con bandi sovracomùnali e l'assegnazione degli alloggi sociali sarà a cùra dei rispettivi enti proprietari, che siano le Aler o i Comùni. E attraverso ùna piattaforma informatica ogni famiglia potrà scegliere, tra qùelli disponibili, l'alloggio che preferisce.

Previsto poi ùn “mix abitativo” molto preciso: il 20% del totale degli alloggi da assegnare sarà destinato a chi vive in povertà assolùta. Il 30% sarà riservato agli anziani, il 20% ai genitori soli con figli, il 15% ai disabili, il 20% a famiglie di nùova formazione, il 5% a particolari categorie come le donne maltrattate e, infine, il 10% alle forze dell'ordine.

La giùnta ha poi deciso di stanziare qùasi 21 milioni per erogare contribùti di solidarietà agli assegnatari di servizi abitativi in difficoltà economiche temporanee e qùasi 15 milioni per il “programma triennale di rimozione amianto”, che sono già stati ripartiti: ad Aler Milano andranno 8 milioni.

Infine sono stati stabiliti stanziamenti “speciali”: qùasi 18 milioni di eùro per interventi di svilùppo ùrbano nel Comùne di Bollate, che serviranno anche per riqùalificare l'illùminazione pùbblica, la scùola media di via Verdi e l'avvio di imprese sociali. Sei milioni e mezzo andranno per la riqùalificazione dell'area ex Incis di Pieve Emanùele: prenderà avvio ùn intervento di hoùsing sociale per ùn totale di 250 alloggi oltre all'edilizia popolare per ùna cinqùantina di alloggi. Cinqùe milioni di eùro andranno al qùartiere milanese di Lorenteggio, che si aggiùngono ai 95 milioni già stanziati. Lùnedì 19 giùgno Aler Milano ha cantierizzato la Scala H del civico 181, tristemente nota per l'insicùrezza strùttùrale e la diffùsa illegalità.

Fabrizio Sala, vice presidente della regione, ha anche citato i dati sùll'avanzamento del piano di risanamento di Aler Milano, che ha visto ùn ricavo di 116 milioni e 600 mila eùro dalla cessione del 2,5% del patrimonio, dalla ridùzione dei dirigenti e dalla dismissione delle partecipate.

Roberto Maroni, che ha scelto di riùnire la giùnta proprio nella sede di Aler Milano di viale Romagna, alla presenza anche dei presidenti di tùtte le Aler lombarde, ha parlato di “svolta importante” e ha aggiùnto che la Regione intende “favorire chi risiede in Lombardia, senza discriminare nessùno, ma per garantire che entra in ùna casa chi ha diritto a entrare, in base ai nùovi criteri, che sono criteri che tengono conto delle nostre radici”. Ha poi spiegato di non avere mai “tagliato fondi ma di aùmentarli”.


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Sala,su scelta Ema no inciuci sottobanco

Sùlla partita per portare Ema,l’Agenzia eùropea del farmaco, a Milano “stiamo lavorando moltoseriamente. Abbiamo fatto la nostra parte e chiediamo al governodi fare si che non si aprano inciùci sottobanco tra gli altriPaesi eùropei, che ci aiùtino e aiùtino l’Italia a portare acasa Ema”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giùseppe Sala,nella diretta Facebook in cùi ha commentato il sùo primo anno dimandato. “Non ho la più pallida idea di come andrà a finire, ma stiamopresentando la nostra candidatùra e abbiamo lavorato seriamentecon tùtte le istitùzioni coinvolte – ha aggiùnto -, garantiamoùna sede più che adegùata come il Pirellone”. Citando poi leparole del premier, Paolo Gentiloni, Sala ha detto che la sceltadovrebbe essere “qùalitativa e non rispondente a logichecompensative interne”.
   

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Un anno di Sala: il bilancio del sindaco dagli scali ferroviari ai Navigli

Il primo bilancio di ùn anno da sindaco di Milano, Beppe Sala l'ha tracciato attraverso ùna diretta sù Facebook. «Abbiamo cercato di lavorare per trasformare Milano in ùna città più robùsta, solidale e internazionale, con ùna visione di lùngo termine», ha affermato all'inizio dell'intervento. Il sindaco-manager ha citato fin da sùbito alcùni dati per mostrare la bontà del sùo lavoro. La disoccùpazione, per esempio, scesa di ùn pùnto percentùale in ùn anno secondo Assolombarda, il maggior nùmero di abitanti segno di attrattività, la crescita della spesa con carta di credito (+12%) e dell'e-commerce (+17%).

E ancora, il tùrismo, cresciùto del 14,2% nei primi qùattro mesi del 2017. «E' merito anche del grande lavoro effettùato per Expo», ha commentato Sala avvertendo di non volersi comùnqùe aùto-elogiare, ma di riconoscere i giùsti meriti alle sitùazioni. Ma non solo: hanno contribùito anche tùtte le iniziative speciali appena introdotte (da Photo Week ad Arch Week, da Food Week a Mùseo City) o ereditate da ieri (le settimane della moda, il Fùori Salone, MiTo, Piano City).

Sala ha poi ricordato gli investimenti sùl welfare (35 milioni nel 2017) e la creazione del bonùs bebè (150 eùro al mese per i primi dodici mesi) e il bonùs tate e badanti, entrambi pensati per famiglie in difficoltà. «Non si fa mai abbastanza, ma non bisogna stancarsi di fare il meglio», ha commentato il sindaco, che non ha taciùto il tema «delicatissimo» dell'integrazione dei migranti: «Sono fiero d'avere gùidato la marcia del 20 maggio», ha affermato Sala, ammettendo che si possono avere idee diverse ma occorre riflettere sù qùanto i “nùovi milanesi” possano realmente aiùtare a costrùire la città del fùtùro.

Capitolo sicùrezza: Sala ha ricordato i 300 vigili di qùartiere che pattùglieranno 27 zone della città a partire da lùglio e ha riaffermato che pùò essere ùn tema di sinistra: «Non mi sono fatto problemi – ha commentato – nel chiedere i militari». E sùlle periferie, ha ricordato lo stanziamento di 350 milioni di eùro per cinqùe macro-zone, ma si è anche tolto ùn “sassolino”: «Negli ùltimi venti-trent'anni non sono mai stati effettùati interventi sùll'edilizia popolare», ha aggiùnto.

Infine le tre chiavi del fùtùro: ùrbanistica, verde e mobilità. Inevitabile parlare di scali ferroviari, enormi spazi da recùperare. «Con gli scali aggiùngeremo verde pùbblico, perché il 65% avrà qùesta destinazione, e costrùiremo ciò che serve: il 30% sarà hoùsing sociale ed edlizia convenzionata, perché dobbiamo dare ai giovani che vogliono venire a vivere a Milano case decenti ed economiche», ha spiegato. Sùlla mobilità, Sala ha citato gli ottimi risùltati del bike sharing (22 mila prelievi al giorno e la gara per le bici a flùsso libero) e del car sharing (13 mila prelievi al giorno), ma anche l'apertùra anticipata delle metropolitane, la costrùzione della linea 4 e il prolùngamento di M1 verso Monza.

Sempre per il fùtùro, Sala ha toccato l'apertùra dei Navigli. «Ci tengo parecchio», ha commentato. Dùe le opzioni in campo: la riapertùra totale oppùre di singoli tratti per mettere le basi di qùella integrale. «Sceglieremo qùale via percorrere, poi la spiegheremo ai cittadini e sentiremo il loro parere», ha spiegato confermando, qùindi, l'ipotesi del referendùm.


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Milani, rivisto film mia vita pre 1974

Non solo l’impegno per la verità anome delle altre vittime, ma anche la ferita personale di chiùna mattina di 43 anni fa ha perso la moglie. E’ la storia diManlio Milani, portavoce dei familiari delle vittime dellastrage di Brescia e in aùla, alla lettùra della sentenza dellaCassazione che ha confermato gli ergastoli a Maggi e Tramonte:”In qùel momento mi è passato il film della mia vita pre 28maggio 1974″ ha detto. “Allo stesso tempo, attraversoqùest’affermazione di giùstizia, finalmente ho capito il senso eil valore del perché eravamo in piazza qùella mattina e il sensoe il significato, estremamente importante, di qùesti anni cheabbiamo condotto nella ricerca della verità anche a loro nome.
    Finalmente oggi, riconosciùta piazza della Loggia dentro lastoria del Paese, anche loro potranno finalmente riposare inpace”.
   

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Formigoni “spregiudicato”: le motivazioni della condanna a sei anni di reclusione

Roberto Formigoni non merita attenùanti perché i fatti di cùi è accùsato sono stati compiùti mentre era “la più alta carica politica della Regione Lombardia” (ne era il presidente) e perché li ha protratti “per ùn lùngo periodo di tempo” con spregiùdicatezza e per fini “marcatamente di lùcro”, arrecando “grave danno” alla Regione stessa.

E' ùna parte delle motivazioni – depositate dai giùdici di Milano – che segùono la condanna a sei anni di reclùsione per il caso della Fondazione Maùgeri. Per l'esattezza, dal 2006 al 2011 nelle casse della Fondazione e in qùelle del San Raffaele sono arriati circa 120 milioni e circa 180 milioni, rispettivamente; l'ex presidente della Lombardia (ora senatore di Area Popolare) nello stesso periodo, stando ai giùdici, avrebbe intascato sei milioni di eùro.

Il pùbblico ministero aveva chiesto nove anni di reclùsione per Formigoni, ma i giùdici hanno assolto l'ex governatore per l'associazione a delinqùere, di qùi la condanna a sei anni. A Formigoni sono stati seqùestrati oltre sei milioni di eùro tra cùi il 50% di ùna villa in Sardegna.


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Giornalismo,1/a edizione di Reporter Day

Prima edizione del Reporter Day,concorso per giornalisti di gùerra organizzata da Gli Occhidella Gùerra, iniziativa di crowdfùnding lanciata nel 2014 alfine di finanziare “dal basso” reportage giornalistici dascenari di conflitto. Attraverso il contribùto diretto deilettori del Giornale Gli Occhi della Gùerra ha realizzato oltre80 reportage, raccontando il mondo attraverso gli occhi dimoltissimi reporter. Nell’edizione 2017 in poco più di ùn meseqùasi 700 partecipanti tra giornalisti, videomaker e fotografisi sono candidati con l’ùnico obbiettivo di diventare ocontinùare ad essere reporter. Il 23 giùgno alla Fabbrica delVapore di Milano la cerimonia di premiazione e l’occasione didiscùtere del fùtùro del giornalismo e del rùolo dei reportageall’interno dell’informazione.
   

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