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Piscina di Muggiò, il giallo del tubo: «Perché non è stato ancora riparato?»

Piscina di Muggiò, il giallo del tubo: «Perché non è stato ancora riparato?»

Scadenze continuamente rinviate, giorni che diventano settimane, settimane che diventano mesi. La piscina di Muggiò, chiusa dal 1° luglio per manutenzione ordinaria e straordinaria, è destinata a tenere ancora, non si sa per quanto, all’asciutto le società natatorie del territorio e tutti gli appassionati.
La conferma dei lavori ancora da ultimare, dopo la scoperta della perdita da una tubazione, è arrivata ieri direttamente dall’assessore allo Sport, Marco Galli.
«Dalla ricognizione non è emerso nulla di grave – assicura Galli – L’ufficio tecnico non ha rilevato ulteriori perdite e danni. I lavori dovrebbero finire entro la fine di questa settimana».
Tra pochi giorni quindi la piscina potrà essere nuovamente riempita. Rimane però il problema della gestione. Dalla Federnuoto fanno sapere di non aver avuto nessun aggiornamento dal Comune e di aver appreso gli ultimi sviluppi soltanto dai media.
Le società sportive però non vogliono che si allenti la pressione, almeno mediatica, sulla questione. Dopo la richiesta di Mario Bulgheroni, presidente della Como Nuoto, ecco le considerazioni di Giovanni Dato della Pallanuoto Como. Dato parte dalla notizia dei giorni scorsi, di un progetto di partenariato pubblico-privato per realizzare una nuova piscina.
«Siamo felici che si sia aperta questa opportunità con Nessi & Majocchi, Piscine Castiglione e Iccrea Banca Impresa, ma noi dobbiamo pensare anche al presente», commenta Giovanni Dato, presidente di Pallanuoto Como e organizzatore del recente sit-in per chiedere la riapertura della piscina.
«A noi risulta che la perdita individuata non sia stata ancora riparata – dice ancora Dato – Mi chiedo per quale motivo? Cosa si sta aspettando? Si tratta di un lavoro di poche ore. Si è parlato di ricerca di altre eventuali perdite. Noi abbiamo utilizzato l’impianto fino a giugno e ci sentiamo di escluderle. Chiediamo che la vasca venga subito riempita e soprattutto che venga scritta e firmata questa convenzione con la Fin». Dato ricorda come il sindaco di Como, Mario Landriscina, avesse chiesto agli assessori Galli e Bella di convocare subito il gestore per riscrivere l’accordo.
«L’incontro c’è stato, ma il documento non è stato ancora firmato e forse neppure scritto – dice sempre Dato – Cosa si sta aspettando? Ricordo che in maggio, cinque giorni dopo il problema alle vetrate, Muggiò ha ospitato migliaia di atleti e altrettanto pubblico per il Trofeo Città di Como. Oggi le vetrate sono in sicurezza, c’è la balaustra sulla tribuna, ci sono le uscite di sicurezza, ma l’impianto rimane chiuso – dice ancora Dato – Noi chiediamo solo che venga subito riparata la tubazione, riempita la vasca e che siano aperti almeno la piscina e gli spogliatoi per le società».
Il presidente di Pallanuoto Como torna anche sul progetto di una nuova piscina. «Io spero che la giunta e il consiglio comunale accolgano la proposta – dice – Però il nuovo impianto non deve diventare un alibi. L’iter di realizzazione prevede oltre due anni di tempo, con un anno di cantiere e piscina chiusa. Per le società sportive che utilizzano Muggiò significherebbe perdere almeno due stagioni sportive».
«Prima di avviare il progetto – spiega Dato – è importante che il Comune scelga il gestore, il partenariato pubblico-privato lo prevede. Deve essere ancora la Federazione a gestire, non un privato. Solo la Fin può garantire le società sportive con imparzialità. Poi, Nessi & Majocchi è una garanzia per la buona riuscita del progetto di costruzione. Però, ripeto, pensiamo anche al presente di migliaia di atleti che dalla scorsa estate non possono utilizzare Muggiò».


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