Passata l’emergenza si riaccende il business

Passata l’emergenza si riaccende il business

Passata l’emergenza si riaccende il business 

Passata l’emergenza si riaccende il businessDue casi conclamati di Covid-19 su mille impiegati in tre stabilimenti nel bergamasco e nel piacentino a 30 km da Codogno, tra le zone più flagellate dalla pandemia. Gewiss, multinazionale del settore elettrotecnico che dà il nome allo stadio dell’Atalanta dei record di cui è sponsor, che di fabbriche ne ha pure una in Germania, una in Portogallo e una in Francia per altri 600 impiegati, è riuscita a contenere al massimo i contagi, al di là del fatto che probabilmente ci sono stati pure alcuni altri casi non diagnosticati – i tamponi, si sa, sono merce rara, specie in Lombardia. Un risultato non casuale, frutto dell’attenzione alle tematiche della sicurezza in tempi non sospetti, e quindi della preparazione al momento dell’esplosione dell’epidemia. «Fin da gennaio a ragione delle problematiche emerse in Cina abbiamo messo in piedi un’unità di crisi per supportare la filiera» racconta Paolo Cervini (nella foto), ad di Gewiss, «più in termini di protezione del business, perché allora non c’erano elementi per immaginare quello che poi è successo. Operiamo con partner pure nel Far East, e abbiamo cercato di capire come lavorare sulle materie prime e sui componenti, di valutare pure possibili risorse alternative». Arriva il fatidico 23 febbraio, la pandemia è in Italia. «Quella domenica la nostra unità di crisi è diventata operativa pure nella gestione dei protocolli operatori sanitari» dice Cervini, «abbiamo da sempre dato…

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