Nuove pietre d’inciampo a Milano, Liliana Segre: “Sono il funerale per chi non lo ebbe”

Nuove pietre d'inciampo a Milano, Liliana Segre:
Nuove pietre d'inciampo a Milano, Liliana Segre: "Sono il funerale per chi non lo ebbe"

Milano, 13 gennaio 2020 –  Ventotto nuove Pietre d’Inciampo in memoria di altrettante vittime milanesi dei campi di concentramento. Sampietrini, piccoli blocchi quadrati ricoperti d’ottone che ne ricordano il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo della morte, saranno posati mercoledì 15 e venerdì 17 gennaio in 21 vie cittadine, in corrispondenza delle abitazioni dei deportati nei lager che non hanno fatto ritorno alle loro case, alla presenza tra gli altri dell’ideatore delle Pietre, l’artista berlinese Gunter Demnig. A presentare l’iniziativa, che porterà a 90 il numero delle Pietre d’Inciampo posate dal 2017 ad oggi a Milano, sono stati questa mattina in Aula consiliare a Palazzo Marino il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, la senatrice a vita Liliana Segre e il Presidente del Comitato Pietre d’Inciampo Marco Steiner.

“Questi piccoli funerali di pensiero che sono per terra e si chiamano pietre d’inciampo, sono un funerale per chi non lo ebbe. In quella pietra c’e’ il fallimento dell’uomo”, ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz. Quest’anno a Milano, in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio, ne saranno apposte 28 in vari punti della città. “A ogni posa a cui ho assistito ho sempre pensato che fossero nomi di persone sconosciute a chi vive oggi: persone che sono sparite nel vento di Auschwitz per la colpa di essere nate o in quello della tempesta di coloro che hanno scelto” di aiutare gli ebrei. Morti che “non hanno avuto un funerale, una cerimonia civile e religiosa, in cui c’e’ qualcuno che piange dietro ad un feretro”. 

Segre ha poi ricordato “la famiglia Silvera” le cui pietre d’inciampo sono apposte in via Monte Rosa, e in particolare la figlia Violetta: “Una ragazza bellissima con capelli scuri ed occhi violacei. La incontrai nel carcere di Varese, dove entrai da sola piangendo disperata. Lei si alzò e mi disse: ‘Non piangere vieni vicino a me e alla mia mamma’. Fui abbracciata e consolata”, ha raccontato Segre. “Quando fummo sullo stesso vagone per Auschwitz – ha proseguito – c’era qualcosa tra noi di non detto, ma che era stato detto con gli occhi. Arrivate al campo, lei come me non rivide più suo padre. Tra le tante persone che nella mia lunga vita non ho mai dimenticato c’era lei che mi teneva abbracciata con la sua mamma. Un momento di tenerezza assoluta con una persona appena incontrata”. Quella pietra d’inciampo serve oggi per far riaffiorare alla memoria “l’avviluppo di quelle braccia”,ha raccontato Segre in un’aula affollatissima anche di studenti del Berchet perché tre pietre vengono deposte quest’anno per Pio Foà, docente del liceo, deportato con i due figli.

Poi, Segre ha invitato i numerosi ragazzi delle scuole milanesi intervenuti alla presentazione delle pietre d’inciampo a “fare la scelta: voi, ragazzi bellissimi – ha detto la senatrice – rimanete quelli che siete, non diventate come noi. Fate la scelta”. E ancora: “La paura non è mai una buona consigliera, fa sì che l’uomo non faccia la scelta e fa fare cose vergognose”. La senatrice ha detto queste parole, riferendosi in particolare alla pietra d’inciampo che sarà posata in Piazza Filangieri, davanti al carcere di San Vittore, per Andrea Schivo, agente di custodia che si distinse per aiutare i detenuti durante l’occupazione nazista. “In un mondo violentissimo – ha ricordato – dove poteva fare la parte del violento, Schivo ha scelto. Solo così si sarà uomini e donne con la lettera maiuscola e non quello che invece fu chi denunciò il collega per paura e per ottenere qualcosa, quelli che non hanno fatto la scelta e non la faranno mai, lasciandola fare a chi grida piu’ forte, a cui conviene che ci siano tanti paurosi che non sanno fare la scelta” ha affermato infine, sottolineand “l’urgenza che anche oggi si faccia la scelta. Quasi tutti oggi non la fanno”.

Liliana Segre ha creduto fin dall’inizio, nel 2016, in questo progetto, e la sua nomina a senatrice a vita arrivò nel 2018, durante la posa della pietra davanti alla Bocconi. “Un segnale” secondo Steiner, che ha spiegato che “abbiamo cercato di intitolare le pietre a tutte le categorie di cittadini milanesi, per tutto il perimetro della città, cercando sempre di conoscere le storie delle persone, anche quando non facile, importante che i famigliari chiedano di ricordare loro congiunto, ma vanno celebrati anche chi non ha più parenti, anche loro sono stati importanti per la città. Ho letto che da qualche parte le pietre d’inciampo non sono state volute perché sarebbero ‘divise’, cosa assurda perché sono assolutamente inclusive”, ha conclusoe Steiner. 

Il presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolè, ha ricordato come “è iniziato un nuovo decennio e Milano è proiettata nel futuro. Ma ogni mese e giorno ho la sensazione che la domanda di memoria e di attenzione per fatti lontani è sempre più alta”. Una domanda “che non è solo un’esigenza di chi ha vissuto quegli anni ma anche dei giovani che sempre più vogliono capire e vogliono aiuto da parte degli adulti per fare mediazione e racconto. Per questo ci sforziamo di promuovere momenti come questo”. Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale Milano, ha annunciato per il 21 gennaio un evento a San Vittore e un concerto al Conservatorio per ricordare Porrajmos, l’Olocausto dei rom nei campi di sterminio nazisti.