Milano, fumo dal lavandino: la truffa con effetti speciali

Milano, fumo dal lavandino: la truffa con effetti speciali
Milano, fumo dal lavandino: la truffa con effetti speciali

Milano, 24 gennaio 2020 – Non c’è limite. Per centrare i loro bersagli, di solito persone anziane, i truffatori inventano sempre tattiche diverse. Mercoledì mattina a Bruzzano è stata la volta della “truffa con effetti speciali”: per essere più credibili, un finto addetto dell’acquedotto e un falso carabiniere sono stati in grado di far uscire del fumo dai lavandini di due donne, una ottantenne e l’altra più giovane, vicine di casa, paventando una fantomatica emergenza di “mercurio nell’acqua” e convincendole a chiudere nel frigorifero gioielli e cellulari “per evitare che si danneggiassero”. Quando le due si sono accorte che i preziosi erano spariti, i truffatori erano già lontani. A raccontare l’accaduto è il figlio di una delle donne. “Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri – spiega –. Voglio raccontare l’episodio per evitare che altre persone cadano nella trappola di questi malviventi senza scrupoli“.

Com’è andata?
“Mia madre mi ha raccontato che i due le hanno citofonato dicendo di dover fare controlli per una ‘emergenza mercurio nell’acqua’. Uno ha detto di essere un tecnico dell’acquedotto, l’altro si è spacciato per carabiniere. Non so se avesse un tesserino, la mamma si è fidata e ha aperto la porta”.

Poi?
“Hanno armeggiato nel lavandino dicendo di doverlo controllare. La mamma ha visto del fumo uscire, immagino abbiano versato qualche sostanza, e ha iniziato a tossire. L’hanno invitata ad allontanarsi per precauzione, convincendola a prendere i suoi gioielli e gli ‘oggetti elettronici’, quindi il cellulare, e a metterli in frigorifero perché a loro dire si sarebbero potuti altrimenti rovinare. Mia madre ha obbedito. Poi uno l’ha trattenuta in sala, dicendole pure di staccare la spina della tv, una scusa per lasciare all’altro il tempo di rubare tutto. Poi entrambi sono andati via salutando cortesemente”.

La mamma si è accorta subito dopo della truffa?
“No. Tranquillamente è andata a fare la spesa, poi rientrando e aprendo il frigorifero ha notato che i gioielli erano spariti, mentre il cellulare, vecchio modello, era rimasto. A quel punto mi ha telefonato. Erano le 10,30”.

Cosa le hanno portato via?
“La fede nuziale di mio padre che aveva un valore affettivo enorme. Poi catenine d’oro. Il danno è soprattutto affettivo e psicologico, più che materiale”.

Anche la vicina di casa è stata derubata?
“Sì, allo stesso modo. Appena mia madre si è accorta della truffa ha chiamato la vicina dicendole che non trovava più i gioielli. In un primo momento ha pensato fosse stata sbadata, pensando che li avesse già riposti al sicuro. E invece anche lei, che pure aveva aperto la porta a quei due, ha scoperto di essere stata truffata a sua volta. Io ho cercato di tirarle su di morale. Da un lato, però, meglio sia andata così”.

Perché?
“Perché se si fossero accorte del raggiro mentre quei due erano in casa, avrebbero potuto far loro del male. Però questi fatti non devono più accadere: non aprire mai agli sconosciuti, chiamare sempre una persona di fiducia se qualcuno citofona chiedendo di entrare in casa”.