Milano e la fuga dalla grande afa, in 4.000 si tuffano nelle piscine

Milano e la fuga dalla grande afa, in 4.000 si tuffano nelle piscine

Milano e la fuga dalla grande afa, in 4.000 si tuffano nelle piscine 

Sarà anche vero che statisticamente questa è l’estate più fresca degli ultimi anni, ma nel primo fine settimana d’agosto Milano pare presa a morsi dall’afa: tant’è che qualche giorno fa circa quattromila milanesi hanno scelto di combattere il caldo nell’unico modo possibile, ovvero andando in piscina. Il problema però è che le restrizioni anti-Covid-19 hanno ridotto la capienza di tutti gli impianti e hanno spinto le prenotazioni online. Risultato: biglietti esauriti già al mattino o, in qualche caso, pure il giorno prima.

Però c’è chi tenta la sorte. Alla Romano di via Ampère sin da mezzogiorno c’è una lunga coda di gente che attende il proprio turno, nella speranza che con un rigido sistema di turnover — con tanto di contapersone all’ingresso e all’uscita — si riesca a entrare in piscina. Bisogna però armarsi di pazienza ultrazen: non è facile, difatti qualcuno dopo un po’ comincia a essere insofferente. “Un’ora che sono qui aspettando, è pazzesco”, dice un tizio sui trent’anni dall’abbronzatura ben rodata e dalla muscolatura che non ammette repliche. L’amico accanto a lui concorda tirando fuori un’imprecazione da interpretare probabilmente come un “non ce la faccio più” o giù di lì. C’è però chi è messo peggio: un gruppo di giovani, età mass media intorno ai diciassette, è fermato proprio davanti alla biglietteria. Non possono ancora entrare, nonostante siano lì in coda da quasi due ore.

“È la prima volta che succede, di solito c’è meno gente. Sarà che…

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