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Michele Bravi chiede di patteggiare 18 mesi per omicidio stradale. L’associazione familiari delle vittime: “Vergognoso”

Michele Bravi chiede di patteggiare 18 mesi per omicidio stradale. L'associazione familiari delle vittime:
Michele Bravi chiede di patteggiare 18 mesi per omicidio stradale. L'associazione familiari delle vittime: "Vergognoso"

Il cantante Michele Bravi ha chiesto di patteggiare a un anno e sei mesi nel procedimento che lo vede coinvolto per omicidio stradale a Milano. Bravi -vincitore di X Factor nel 2013 e che partecipò nel 2018 a Sanremo con “Il diario degli errori”  – era a bordo dell’auto che, il 22 novembre 2018, era stata coinvolta nell’incidente che aveva causato la morte di una donna di 58 anni in sella a una moto. Secondo le ricostruzioni fatte dagli investigatori, Bravi a bordo di un auto del car sharing aveva fatto una manovra non consentita, facendo inversione in via Chinotto per immettersi nel senso di marcia opposto.

 

Oggi davanti al gup Aurelio Barazzetta, l’avvocato di Bravi Manuel Gabrielli aveva avanzato la richiesta di patteggiamento in accordo con il pm Alessandra Cerreti. Ieri sera però è arrivata la richiesta da parte dell’associazione familiari vittime della strada di costituirsi parte civile, motivo per cui il gup ha deciso di prendersi del tempo per valutare la richiesta e ha rinviato l’udienza al prossimo 11 marzo. “Il patteggiamento a un anno e sei mesi è vergognoso per chi ha ucciso una persona – ha detto Alberto Pallotti, presidente dell’associazione che era presente in aula – Non si tratta di una cosa che può capitare a tutti, capita a chi sbaglia”.

Commenta il legale del cantante Manuel Gabrielli: “Michele è distrutto, è anche lui vittima di questo procedimento, ha scelto lui di andare al patteggiamento. Sono cose che possono succedere a tutti. Nella perizia risulta che la moto andasse a 79 km/h al momento della percezione del pericolo, inoltre Bravi non ha fatto inversione a U ma stava entrando in un passo carrabile. Si è sempre comportato in modo corretto anche con le persone offese che non si sono costituite parti civile e sono state risarcite dall’assicurazione. Michele ha scritto loro una lettera due, tre mesi dopo il fatto per dirgli del suo dolore, per mostrargli la sua vicinanza e il vuoto che porta con sé”.