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La “tampon box” nel liceo di Erba: una scatola di assorbenti gratis in bagno grazie al sondaggio Instagram

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La "tampon box" nel liceo di Erba: una scatola di assorbenti gratis in bagno grazie al sondaggio Instagram

Il sondaggio l’hanno fatto sul loro profilo Instagram: “Abbiamo deciso di introdurre la tampon box, un contenitore che potete trovare nei bagni con all’interno degli assorbenti. Serve per aiutarsi a vicenda tra ragazze: se avete necessità, potete prendere un assorbente dalla tampon box, se avete un assorbente in più potete lasciarlo nella tampon box. Vi piace come idea?”. Il risultato è stato schiacciante: così nel liceo linguistico Carlo Porta di Erba (Como), per adesso solo nel bagno del piano “nobile” e poi, se funziona, anche negli altri, è arrivata la scatola “solidale” di assorbenti. A proporre l’idea, accolta dalla direzione scolastica, i rappresentanti di istituto. Che appunto, usando il profilo Instagram degli studenti del liceo, hanno lanciato il sondaggio.

La scatola adesso è lì. “Il ciclo non è una scelta, la solidarietà sì: prendine uno se vuoi, lasciane uno se puoi”. Il cartello è stato appeso in bagno, sopra il contenitore (per adesso) pieno di assorbenti: la prima fornitura, infatti, è stata offerta dai quattro rappresentanti di istituto, Gaia, Simone, Jacopo e l’altra Gaia. Sono loro ad aver letto della tampon box, che esiste già in diverse università, sempre come idea nata dal basso. Così hanno pensato di replicarla nella loro scuola, facendo passare la scelta dal sondaggio social – 450 voti (su 650 studenti), con il 97 per cento dei favorevoli – e dalla richiesta alla presidenza. Che l’ha accolta con favore: perché è un esperimento sociale di solidarietà.

A maggio scorso le studentesse del Collettivo+ dell’Università degli studi di Salerno avevano installato i loro contenitori autoprodotti nei bagni dell’ateneo. E alla Statale di Milano l’anno scorso, dopo la richiesta di una studentessa, l’ateneo ha lanciato la gara per trovare un fornitore di distributori di assorbenti nei bagni al costo simbolico di 10 centesimi: battaglie nate soprattutto sull’onda delle proteste per la “tampon tax”, l’Iva al 22 per cento sui tamponi.