“Un piano strategico per l’Italia”: è questa la richiesta che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha rivolto al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso dell’evento promosso dal partito a Milano, “Nord Face. Lavoro, sviluppo, ambiente: il Nord per l’Italia”.  “Le campagne elettorali sono inevitabili e sono momenti faticosi, in alcuni casi sai quando arrivano in altri no, ma noi dobbiamo essere preparati ogni singolo giorno. – ha detto Sala dal palco, con il segretario Zingaretti seduto in prima fila ad ascoltarlo -. Dobbiamo essere in condizione di produrre un piano strategico per l’Italia. Serio, che non nasce a tavolino, ma deve essere fatto bene da gente preparata e che lasci una traccia”. Un piano strategico “serio per il nostro Paese credo che sia la nostra modesta proposta, che via via potrà essere aggiornata ma che è qualcosa da cui non si deroga e che domani ci servirà per qualunque patto di governo che nascerà in futuro e non in due giorni – ha concluso -. Ma che nascerà dal fatto che noi abbiamo detto al Paese chi siamo e quello che vogliamo. Poi il Paese deciderà se saremo noi quelli di cui fidarsi o se si vuole affidare a qualcun altro”. Tra le priorità del piano secondo Sala ci sono “la visione dello sviluppo industriale e del lavoro per il nostro Paese”.

Parlare con le banche senza vergogna

“L’attualità ci fa dire che noi dobbiamo parlare con tutti. Con le banche e con il sistema finanziario si parla e non ci si vergogna di parlare. Il punto è: cari banchieri, state facendo grandi profitti e questo è legittimo, perché in un mercato aperto è legittimo, però ci spiegate come reimpiegate una parte dei profitti, posto che avete Fondazioni?”. Così Sala ha affrontato il tema delle banche e ha aggiunto: “Lo dico ma senza polemica. Io ve lo dico da Milano, dove la Fondazione Cariplo è un asse importante per lo sviluppo del nostro Paese. Ci dobbiamo essere. La sinistra non deve avere nessuna vergogna. Non fatevi tirar dentro dalla vergogna: con questo si parla, con quest’altro non si parla. Si parla con tutti ma a testa alta”.

Più spazio ai sindaci nel partito

Una maggiore “rappresentanza dei sindaci nel Pd e nel mondo della sinistra”. E’ la richiesta di Sala. “Credo che noi sindaci – ha aggiunto – non crediamo a un partito dei sindaci ma tutti noi vorremmo avere più rappresentanza all’interno del Pd e del mondo della sinistra. Però attenzione, anche lì, la rappresentanza non è che si può espletare solo nei momenti assembleari. Quando poi c’è da prendere decisioni, sulle nomine dei ministri o dei sottosegretari, se ci daranno spazio, ci saremo anche noi o no?”. “Credo che siano in tanti che vogliano dare un contributo. Però non possono essere contributi solo quando si vuole. Il contributo significa esserci ed esserci quando si decidono le cose importanti”.

L’apertura ai movimenti

Secondo il sindaco di Milano, quando il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parla di apertura del partito ai movimenti la “domanda centrale è chiarire se stiamo parlando solo del Pd o della sinistra” in generale. “Non è detto – ha sottolineato Sala – che tutte le anime che Nicola evoca siano disponibili ad entrare nel Pd per come lo vedono oggi, in una realtà diversa magari lo sarebbero. Però questo vorrebbe dire un sistema di governance diverso e anche la disponibilità e la generosità a far spazio ad altri”. Secondo Sala l’allargamento non deve essere “una operazione di facciata. Non credo – ha sottolineato – che sia molto saggio chiedere alle Sardine di avere un ruolo nella futura sinistra relegandoli a un ruolo minoritario. C’è bisogno di avere coraggio, credo che se Nicola avrà questo coraggio farà una cosa buona e io a prescindere una mano la darò. E’ il momento del coraggio perché così noi potremmo accontentarci di essere un partito del 20%, ma credo che sia accontentarsi troppo. Il punto è vincere e riconquistare un ruolo che permetta di togliere il Paese dalla situazione in cui si trova. Il tema di vincere c’è”.

L’attacco ai Verdi. “Sarà io il paladino dell’ambiente”

Sala è tornato a criticare i Verdi e la loro portavoce nazionale, Elena Grandi. Proprio la portavoce dei Verdi, che è anche assessora al Municipio 1 di Milano, aveva attaccato Sala nei giorni scorsi perché secondo lei non aveva impedito il taglio di 35 alberi del giardino Bassini da parte del Politecnico.

“In questi giorni a Milano – ha detto Sala – viviamo una polemica sulle vicende ambientali. Io mica penso che questi temi siano di poco conto, voglio essere un paladino delle questioni ambientali e credo che quello che abbiamo fatto a Milano in questo senso è qualcosa che non ha fatto nessuna città italiana e pochissime città nel mondo. Guardate cosa scrivono i giornali internazionali dell’ambientalismo del sindaco di Milano. Questa è la realtà non sono chiacchiere. La signora Grandi gode dei privilegi di fare parte della mia maggioranza e la mia risposta quando mi chiede le scuse è: ma quale è la tua riconoscibilità a livello internazionale? Cosa avete fatto voi? Se dovessi ricandidarmi la bandiera dell’ambientalismo la porterò avanti io e non ho paura a dirlo”.

La replica dei Verdi. “Sconcertati dalle sue parole”

“Siamo sconcertati – ha commentato Marco Boato, che fa parte dell’esecutivo nazionale dei Verdi – dai toni e dal merito della critica che il sindaco di Milano, Beppe Sala, rivolge a noi Verdi a seguito delle proteste che, nelle scorse settimane, abbiamo portato avanti insieme al Comitato Bassini, agli studenti e ai professori, Fridays for Future, ai residenti e a decine di associazioni ambientaliste per evitare l’ennesima colata di cemento su uno dei pochi spazi verdi di Città Studi a Milano. A dover chiedere scusa ai cittadini – ha aggiunto – è chi, da 12 anni, avalla leggi elettorali con soglie di sbarramento altissime, appiattendo il Paese e l’esercizio della democrazia sulla retorica di un voto utile che ha prodotto catastrofi ambientali a non finire. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti gli ambientalisti di Milano, ai Verdi del capoluogo lombardo e a Elena Grandi che li rappresenta, con impegno e coerenza, sul piano nazionale e cittadino”.