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La frana di Chiesa Valmalenco, l'urlo del papà ferito: “Lì sotto c'è mia figlia, devo trovarla”

Dopo la frana di ieri, che ha causato tre morti, fra cui una bambina che festeggiava il decimo compleanno, una parte di Chiareggio – località di Chiesa Valmalenco – è stata evacuata. La decisione del Prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, è arrivata nella tarda serata dopo aver guardato il bollettino meteo che prevede un ulteriore peggioramento della situazione. O meglio, la probabilità del ritorno di una bomba d’acqua come quella che nel pomeriggio di una giornata magnifica, calda e piacevole, si è abbattuta sulla zona per pochi minuti, tra i 5 e i 15, causando lo sgretolamento di parte della montagna e un fiume di detriti, tronchi, massi, fango che ha travolto la Renegade della famiglia Pasqualone. Un fuoristrada, dunque, in teoria adatto a una condizione estrema. Eppure il mezzo è stato spazzato via come niente e gettato nel torrente Nevasco, che scorre lì sotto. Hanno così trovato la morte Gianluca Pasqualone, di 45 anni, la moglie Silvia Brocca di 42 e la piccola Alabama che ieri ha compiuto 10 anni, figlia di amici, mentre loro figlio Leo di 5 anni è stato recuperato ancora vivo e ora sta lottando contro la morte all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel reparto di neurochirurgia pediatrica.

La coppia di Comabbio, nel Varesotto, aveva preso in affitto una baita della zona per trascorrere le vacanze e ieri aveva invitato un’altra famiglia, la cui figlia compiva 10 anni, per una festa e una giornata in montagna. Questi amici, che viaggiavano nell’auto appena dietro la Jeep, sono stati toccati solo marginalmente dalla frana e l’uomo ha trovato la forza di uscire dall’abitacolo e lanciarsi contro la frana per cercare di salvare la piccola Alabama: “Lasciatemi andare, sto bene, non voglio andare in ospedale. Lì c’è mia figlia, devo trovarla”, ha detto ai soccorritori tentando di divincolarsi. A scavare nel fango anche un 49enne che passava di lì, Davide Rizzi, vigile del fuoco volontario a Erba, che è restato ferito a sua volta, uno squarcio sull’addome, ed è stato trasportato in condizioni piuttosto serie all’ospedale di Lecco.

Ormai d’altronde non c’era nulla da fare né per Alabama né per i coniugi Pasqualone, malgrado i soccorsi coordinati dall’Areu, l’agenzia regionale di pronto intervento, fossero scattati immediati e massicci, con due ambulanze, un’auto medica e due elicotteri. I corpi dei tre sono stati recuperati in poco tempo, poi le decine di uomini intervenuti tra Vigili del fuoco, speleologi, militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza, volontari di Protezione Civile sono passati a controllare il resto della frana per verificare che non ci fossero altri coinvolti. L’intera area è stata sottoposta a sequestro da parte della Procura della Repubblica di Sondrio che dovrà chiarire i contorni di una tragedia che sembra però frutto del caso e dell’impazzimento del clima che causa bombe d’acqua a cui nessuno può resistere. La quantità d’acqua che si è abbattuta d’improvviso è stata tale che più di una persona, in paese, ha temuto che si fosse rotta la soprastante diga di Campo Moro. Ma, se così fosse stato, adesso i morti si conterebbero a centinaia e la Valmalenco non esisterebbe più.

La scena, d’altronde, è davvero spaventosa: la strada di questa località nota in Valtellina per gli splendidi paesaggi nella natura all’improvviso diventa la strada verso un incubo, con l’asfalto che si interrompe, sommerso dal fango e da un fiume in piena. Inevitabile la decisione di evacuare Chiareggio, posto poco abitato di per sé, ma – soprattutto nel periodo – pieno di villeggianti che si sono ritrovati bloccati e che in serata sono stati caricati su elicotteri per superare il punto critico. Diff

La frana di Chiesa Valmalenco, l'urlo del papà ferito: “Lì sotto c'è mia figlia, devo trovarla”

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