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La cultura traina anche l’economia: record lombardo nella raccolta fondi, sono la metà di quelli nazionali

La cultura traina anche l'economia: record lombardo nella raccolta fondi, sono la metà di quelli nazionali
La cultura traina anche l'economia: record lombardo nella raccolta fondi, sono la metà di quelli nazionali

Lo stacco più evidente, che segue le tendenze economiche della regione leader del Paese, è quello del mecenatismo: nel 2018 la Lombardia ha raccolto quasi 150 milioni di euro attraverso lo strumento dell’art bonus, la metà delle donazioni sull’intero territorio nazionale che, seppur in forte crescita negli ultimi quattro anni, si è fermato a un totale di 390 milioni. Le erogazioni dei privati – singoli, imprese o enti come le fondazioni bancarie – a favore di musei, monumenti o fondazioni lirico sinfoniche sparsi nella regione sono tre volte quelle del Piemonte e del Veneto, secondo e terzo della lista, dove la generosità dei mecenati non ha superato, rispettivamente, i 56 e i 48 milioni.

 

Basta un dato del corposo rapporto annuale di Federculture presentato ieri al Piccolo Teatro per raccontare la volata lombarda anche nel settore della cultura dove l’andamento positivo dell’Italia ha numeri ancora più significativi, dimostrando che l’investimento, anche privato, produce benefici rilevanti. Con Milano capofila, diventata negli anni centro di attrazione turistica anche grazie alle numerose proposte culturali, trascinando la città al terzo posto della classifica delle mete italiane più visitate dagli stranieri con 12 milioni di presenze nel 2018, dietro solo a Roma (29 milioni) e Venezia (12,1 milioni) e davanti a Firenze (10,5 milioni). Ma anche terza nella lista dei comuni che nel 2017 hanno investito di più in cultura pro capite, 82,59 euro, superata solo da Trieste e Firenze. Non si può dire lo stesso della Regione: secondo le stime di Federculture infatti in Lombardia la spesa totale dell’amministrazione (comprendente i bandi Ue) è stata di soli 33,6 milioni di euro, contro i 177 milioni della Campania e i 131 della Sicilia. “L’assessore alla Cultura della Regione Stefano Galli si è impegnato ad aumentare le erogazioni per la cultura. Lo prendiamo in parola”, commenta Andrea Cancellato, presidente di Federcultura, nel presentare i dati del rapporto.

ùUn dossier che sottolinea, ancora una volta, il divario fra il Nord e il Sud del Paese. Con la Lombardia prima regione a statuto normale per fruizione culturale. Di fronte a una spesa mensile di 127,7 euro a famiglia (media nazionale) infatti, nella nostra regione il dato sale a 164,33, quasi 50 euro in più al mese, dietro solamente a Trentino Alto Adige (178) e Valle D’Aosta (167). Con un incremento, anche rilevante, in tutti i settori culturali: dalla visita a mostre e musei, fatta dal 38,6 per cento dei cittadini lombardi contro il 31,7 per cento della media italiana, ai siti archeologici e ai monumenti (31,9 per cento contro il 27,4), il teatro (22,3 contro il 19,2), il cinema (50,7 contro il 48,8), i concerti di musica classica (10,6 contro 9,3). Un risultato eccellente, confermato anche nel tallone d’Achille del Paese, l’odiata lettura, dove la Lombardia, capitale dell’editoria italiana, resta ancora una volta la regione virtuosa: se infatti a livello nazionale solo il 40,3 per cento degli italiani ha letto almeno un libro in un anno, nella nostra regione si sale di quasi dieci punti percentuali, a 49,9: dato ancora troppo basso per gli operatori del settore che anche ieri hanno sottolineato la necessità di puntare sul sistema bibliotecario, linfa vitale in tante piccole realtà italiane, oggi di fronte a una sfida radicale “che però vale la pena vincere per superare la crisi” spiega Stefano Rinaldi di Rete delle Reti, che mette insieme 16 sistemi bibliotecari in 5 regioni.  

 

Bisogna guardare avanti. E nonostante i risultati positivi del nord, si può fare meglio. Per Federculture, il primo passo necessario è lavorare sulla defiscalizzazione. “Come per le spese mediche anche quelle culturali dovrebbero godere della detrazione fiscale per i cittadini che ne fruiscono – dice Cancellato – , alla fine anche un buon libro e uno spettacolo teatrale contribuiscono al nostro stare bene. Poi bisognerebbe allargare il sistema dell’Art bonus a tutti, permettendo anche ai privati, magari in percentuali diverse, di ricevere donazioni. Fra i nodi evidenziati dalla nostra associazione, inoltre, c’è la necessità di sostenere maggiormente la lettura e la definizione del meccanismo di defiscalizzazione per le imprese sociali, di cui un buon 50 per cento opera nel settore culturale”.