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In liquidazione il “Clan”, ritrovo degli ultrà milanisti, era “base operativa” per i traffici di droga

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In liquidazione il "Clan", ritrovo degli ultrà milanisti, era "base operativa" per i traffici di droga

Chiude definitivamente il “Clan 1899”,  il locale di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, ritrovo degli ultras della curva sud milanista, che è stato messo “in liquidazione” dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese, presieduta da Fabio Roia. I giudici, a giugno, avevano disposto un sequestro per un milione di euro a carico del capo ultrà Luca Lucci, tra cui, appunto, il “ramo aziendale relativo all’attività di somministrazione di alimenti e bevande” nel locale, mettendo in luce che quel posto era anche “base operativa per riunioni” su traffici di droga. Di Lucci, tra i leader degli ultrà milanisti, si era già parlato per il suo incontro con il leader della Lega, Matteo Salvini, anche lui tifoso milanista, incontro immortalato in una foto.

L’amministrazione giudiziaria nella sua relazione ha chiarito che il “Clan 1899” era stato lasciato “in stato di incuria” e non era, dunque, un vero circolo aperto al pubblico, ma un luogo usato solo per la “riunione del giovedì della tifoseria”. Lo stesso amministratore ha provato a chiedere alla società del Milan se fosse interessata ad un “progetto” di “Nuovo Clan”, per “riavviare l’attività”, ma la risposta è stata negativa.

Il “Clan” era anche un luogo, avevano scritto i giudici Roia-Tallarida-Pontani nel provvedimento di giugno, in cui avvenivano “consegne-ritiri” di droga e che vedeva “una costante affluenza di pregiudicati di elevato spessore criminale” anche “inseriti in contesti di criminalità organizzata”.  Dagli accertamenti, avevano chiarito i giudici, Lucci – diventato noto anche per essere stato fotografato il 16 dicembre 2018 con l’allora vicepremier Matteo Salvini in occasione della festa per i 50 anni della Curva Sud – emergeva come il “reale gestore, sebbene ne risulti formalmente un semplice dipendente”. E il “forte afflusso di contanti” sui rapporti bancari intestati all”Associazione 1899′ e poi sui conti correnti di Lucci rende “verosimile”, spiegarono sempre i giudici, l’ipotesi di unreimpiego “in tale attività, di proventi” di traffici di droga”per cui Lucci è stato indagato e condannato”.

Ora nel decreto di messa in liquidazione del “Clan 1899” si legge che, quando l’amministratore giudiziario ha preso possesso dei locali, dopo il sequestro, ciò che l’ha colpito è stata l’incuria ed è stato palese che non fossero destinati “all’apertura al pubblico”, come doveva essere. L’amministratore ha preso allora contatti con l’AC Milan e con la correlata Fondazione per coinvolgerli in un “progetto di ‘Nuovo Clan'” in base al quale “il tifo, organizzato e non, potesse continuare a utilizzare un luogo storico e tradizionale” per varie attività, “superando l’asserita antitesi tra tifo organizzato e legalità”. Tuttavia, si legge, “tali contatti non hanno avuto esito positivo, come comunicato all’amministratore dalla dirigenza della società”. Da qui, infine, la messa in liquidazione, non essendoci più spazi per portare avanti l’attività