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Il Green Deal europeo

La globalizzazione ha aumentato enormemente la concorrenza, oltretutto dai paesi non europei, nei quali è inferiore il costo della mano d’opera e le disposizioni rivolte al rispetto dell’ambiente sono meno severe o inesistenti.

Le aziende europee sono state costrette, per restare nel mercato, a investire nell’innovazione e nella qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi.

Nel frattempo, però, abbiamo assistito ad una notevole e progressiva dichiarazione di nuovi e fondamentali processi culturali, che hanno creato, in breve tempo, profonde sensibilità nei comportamenti dei cittadini e dei fruitori. Si sono accentuate e si sono diffuse le sensibilità a favore di la difesa dell’ambiente e la consapevolezza del valore della biodiversità, come mezzo fondamentale per difendere gli ecosistemi, che hanno il ruolo di salvaguardare la nostra salute e l’equilibrio necessario del pianeta.

I processi di innovazione e le nuove sensibilità ambientale sono diventati importanti nei processi decisionali delle Istituzioni europee e sono diventati Programmi d’azione e direttive.

La Commissione, per assecondare e promuovere i valori rivolti alla difesa dell’ambiente, e per frenare i danni del cambiamento climatico, ha varato il vasto programma del Green Deal europeo, attraverso il quale potrà finanziare gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 e per il 2050, anno in cui si dovrebbe raggiungere la neutralità carbonica. Per raggiungere tale obiettivo, le emissioni di gas ad effetto serra dovranno essere, in parte ridotte e , in parte, controbilanciate dall’assorbimento delle emissioni stesse.

L’UE dispone, se gli obiettivi vengono condivisi dagli Stati membri, della capacità di trasformare la sua economia e la sua società, orientandola a favore di un percorso maggiormente sostenibile. La cultura dei cittadini europei è favorevole alle misure per il clima e l’ambiente, è sensibile alla protezione dei fruitori e considera fondamentali i diritti dei .

Un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 costituisce una sfida che richiederà massicci investimenti pubblici e maggiori sforzi, per indirizzare i capitali privati a favore di interventi a favore del clima e dell’ambiente, evitando, progressivamente, la dipendenza da pratiche insostenibili. Per realizzare il Green Deal europeo necessita che ogni Paese ripensi le politiche fin qui utilizzate, per l’approvvigionamento di energia, e si rivolga, sempre più, a forme di energia pulita, in tutti i settori dell’economia: industria, realizzazione e consumo, grandi infrastrutture, trasporti, prodotti alimentari e agricoltura, edilizia.

Per conseguire questi obiettivi è altresì necessario aumentare le attenzioni e gli investimenti, rivolti alla protezione e al ripristino della biodiversità, all’uso più sostenibile delle risorse, attraverso l’economia della funzionalità, e al miglioramento della salute umana, con un rinnovato impegno di presenza sanitaria, capillare, nella zona, per anticipare e prevenire eventuali, nuove pandemie, come il Covid-19. Per realizzare questi nuovi, ma necessari obiettivi, ogni nazione, pure con l’aiuto finanziario della Commissione, dovrebbe promuovere, e sostenere con investimenti, la necessaria trasformazione digitale, che offre gli strumenti essenziali per realizzare i cambiamenti.

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