Il cda non trova l’intesa e il Piccolo di Milano resta senza direttore

Il cda non trova l’intesa e il Piccolo di Milano resta senza direttore

Il cda non trova l’intesa e il Piccolo di Milano resta senza direttore 

Non sono bastate cinque ore abbondanti di riunione per trovare un accordo sul futuro direttore del Piccolo Teatro di Milano, nel giorno in cui Sergio Escobar lascia la poltrona che occupava da 22 anni. Da domani il più importante teatro pubblico italiano resta senza guida. Il cda, convocato stamattina alle 10, si è chiuso dopo le 15 con un nulla di fatto. Il confronto sulle candidature, Antonio Calbi, Filippo Fonsatti, Marco Giorgetti, Rosanna Purchia, non ha prodotto «una linea condivisa da tutto il Consiglio, come espressamente auspicato da un Consigliere, secondo la tradizione del Piccolo, e si è dunque deciso di rinviare il confronto ai prossimi giorni», recita la nota stampa. Il consigliere citato è Marco Accornero, nominato dalla Camera di Commercio, che per la nomina del futuro direttore ha invocato l’unanimità e non solo la maggioranza. Quasi un’utopia, vista l’alta tensione all’interno di un cda che più spaccato di così non si potrebbe.

Impasse era e impasse resta, almeno per ora, con il muro contro muro che vede contrapposti da un lato Comune e Ministero, orientati su Purchia, dall’altro la Regione, che invece sostiene Calbi ma forse più in funzione “anti Purchia”, dunque disponibile, con una nuovo cambio di strategia, a spostare i suoi favori su un altro candidato, basta che non si tratti di lei. Lunedì scorso i due consiglieri della Regione hanno disertato il cda, facendo mancare il quorum. Potrebbero continuare con l’ostruzionismo….