Fontana, le consegne dei camici bloccate prima della donazione

Fontana, le consegne dei camici bloccate prima della donazione

Fontana, le consegne dei camici bloccate prima della donazione 

Fontana, le consegne dei camici bloccate prima della donazione

Il 16 maggio la Dama spa consegna per l’ultima volta i camici che, da contratto, deve recapitare tutti i giorni alla Regione Lombardia. È un sabato. Il lunedì nessun corriere dell’azienda si presenterà ai magazzini del Pirellone nell’hinterland di Milano. E neppure il martedì successivo, il 19 maggio. Il contratto, stipulato tra l’amministrazione e l’azienda del cognato (e per il 10 per cento della moglie) del governatore Attilio Fontana, prevede che tutti i giorni Dama consegni 2.500 camici. Invece i capi non arrivano più e nessuno, nonostante nell’accordo fosse evidenziata come indispensabile la puntualità, obietta. Ne mancano già 5mila, quando mercoledì 20 maggio Dini comunica prima via email a Filippo Bongiovanni, indagato e oramai ex dg di Aria, centrale di acquisti della pubblica amministrazione lombarda, e poi, via pec, che la fornitura deve considerarsi interrotta e che i capi finora affidati rappresentano una regalia. Rapporto finito. L’offerta negoziata viene interrotta unilateralmente, all’amministrazione verranno a mancare 25.647 capi, ordinati con procedura d’urgenza, motivata dall’emergenza. Ma l’unico problema, come emerge dalle email acquisite agli atti dell’inchiesta, per i funzionari di Aria, è sistemare l’aspetto burocratico e liberare la ditta dall’impegno con la Regione.