Edilizia killer, quasi due morti al mese: “Ora Milano deve cambiare rotta”

Edilizia killer, quasi due morti al mese:
Edilizia killer, quasi due morti al mese: "Ora Milano deve cambiare rotta"

Milano, 18 gennaio 2020 – Il 2019 si era aperto in Lombardia con una breve tregua, rotta il 25 febbraio con il primo morto dell’anno nell’edilizia, schiacciato da una montagna di terra in un cantiere a Desio. Dopo di lui altri 19 decessi in Lombardia nel settore più interessato dagli infortuni, poco meno di due al mese, quasi tutti cadute dall’alto. Compongono il triste bilancio dei 67 morti sul lavoro nel 2019, in tutti i settori, secondo i dati del registro regionale.

E il nuovo anno si è aperto nel peggiore dei modi, con la morte di Raffaele Ielpo, caposquadra del consorzio Metro Blu al lavoro sottoterra nel cantiere della nuova linea M4. L’altroieri un operaio 44enne è precipitato nel vuoto ad Assago, e si è salvato per miracolo. «Nei grossi contieri come quello per la M4 i controlli ci sono – spiega Katiuscia Calabretta, segretario generale della Fillea-Cgil di Milano – i problemi maggiori si riscontrano nelle piccole imprese, dove negli anni della crisi i primi tagli sono stati fatti sulla sicurezza. La ripresa dell’edilizia c’è stata, soprattutto a Milano, ma non sono seguiti investimenti per tutelare i lavoratori, e le morti continuano ad aumentare”. Nel 2017 gli infortuni mortali nell’edilizia erano stati 12 in Lombardia, su un totale di 4545 incidenti. Da allora il boom. Problemi che vanno dalle piccole costruzioni e ristrutturazioni di immobili fino alle grandi opere che stanno cambiando il volto della città, con all’orizzonte i lavori legati ai Giochi olimpici invernali o agli ex scali ferroviari.

Anche per prevenire altre stragi ieri, con un incontro a Palazzo Marino tra i sindacati e gli assessori Marco Granelli (Mobilità) e Cristina Tajani (Lavoro) sono state poste le basi per un protocollo per la sicurezza che partirà dai cantieri della M4 ma vuole essere un “modello” anche in vista dei lavori futuri a Milano. “Lunedì si aprirà il tavolo operativo – spiega Fabio Terragni, presidente di M4 Spa – entro la metà di febbraio vorremmo firmare il protocollo”. Nel concreto potrebbero essere recepite alcune delle proposte avanzate dai colleghi di Ielpo nelle assemblee successive all’incidente, come quella di incrementare i controlli affidati a organismi esterni e correggere alcune procedure. «Con questa commessa M4 abbiamo un 10% di risorse messe sulla sicurezza”, ricorda Granelli. “Lavoreremo a un accordo strategico – prosegue – è un segnale importante”. Da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati di categoria Fillea, Filca e Feneal di Milano è arrivata un’apertura di credito. Il protocollo, spiegano, potrebbe essere “un modello che potrà essere utilizzato anche in futuro, nei lavori per la Milano che verrà”, con l’obiettivo di evitare altre vite spezzate. Una partita ancora tutta da giocare.