Dalle uova ai bossoli, la strage di Ferragosto

Dalle uova ai bossoli, la strage di Ferragosto

Dalle uova ai bossoli, la strage di Ferragosto 

La scena del crimine. Le sue fotografie. Targhetta identificativa posizionata dalla polizia scientifica, piccolo cerchio tracciato sull’asfalto col gesso, numero 53: bossolo. Spostiamoci, numero 56: bossolo. Proseguiamo, numero 60: bossolo. Pi avanti, numero 80: bossolo…

Una strage. La strage di Duisburg, in Germania. Oppure la strage di Ferragosto in quanto caduta giustappunto il 15 agosto, alle ore 2.24.

Era il 2007. Gi sette anni prima, sempre in Germania, le canzoni delle cosche, quelle che inneggiavano all’onorata societ e all’omert spacciando la prima per virtuosa emanazione dello spirito d’appartenenza a una terra e la seconda per una qualit rara, erano state un fenomeno di massa. Un fenomeno acquisito e sul quale si erano perfino interrogati gli intellettuali, che avevano catalogato le canzoni come le solite folkloristiche stupidate degli italiani mangiaspaghetti. Con ragionevole certezza si pu affermare che anche il pi disinteressato tedesco, distante per cultura e interessi dai temi della mafia e dell’antimafia, avesse sentito o letto un accenno pur minimo sulle cosche. Di conseguenza, sembrava logico che chi contro i clan deve lavorare, gli investigatori, ne sapesse ancora di pi. E invece. Quel massacro (sei morti, il pi giovane aveva appena compiuto 18 anni, il maggiore ne aveva 39) cadde come una stella cometa. Impossibile da prevedere, istantaneo nel suo manifestarsi. La ’ndrangheta? Qui da noi?

Era in corso la faida di…