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Da Nerviano alla Luna: Leonardo alla ricerca dell’acqua / FOTO

Nerviano (Milano), 31 gennaio 2020 – “Non voglio mica la Luna” cantava Fiordaliso. Nei corridoi degli stabilimenti di Leonardo, società con oltre mille dipendenti che si occupa di strumentazioni per la difesa e le esplorazioni spaziali, questa canzone non risuona molto spesso. Perché Leonardo sulla Luna non solo ci vuole andare, ma ci andrà. Con la missione Luna-27 gli stabilimenti nervianesi saranno protagonisti insieme all’Agenzia spaziale europea, quella italiana, la russa Roscosmos e quella inglese. Il ruolo di Leonardo Nerviano sarà fondamentale con “Prospect”, la trivella con un mini laboratorio di analisi. La trivella, ovvero ProSeed, arriverà sino a un metro nel sottosuolo del polo della Luna. Lì le temperature arrivano a scendere sotto lo zero di oltre 150 gradi. E proprio questa zona polare sarà al centro delle indagini di ProSeed e di ProSpa, il mini laboratorio realizzato anche con strumentazioni inglesi che si occuperà di analizzare le sostanze repertate dalla trivella durante la sua escavazione del suolo lunare.

“Prospect ci consentirà di conoscere la storia del suolo lunare e l’origine dell’acqua su di esso” ha sottolineato David Parker, direttore dei programmi di esplorazione umana e robotica dell’Esa durante la firma dell’accordo da 31,5 milioni di euro con Leonardo proprio per la missione Luna-27. “Questo accordo è il punto di inizio che ci porterà sulla Luna” ha affermato Marco De Fazio, direttore della divisione elettronica e spaziale di Leonardo. Che ha definito la Lombardia la “regione con le ali”. “E in effetti lo è – ha aggiunto Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia -. In Lombardia abbiamo 220 aziende che operano nel settore dell’aerospazio, con un totale di 16mila addetti. Stiamo assegnando il bando per ricerca e innovazione che porteranno fondi a due filiere di aziende che lavorano proprio in questo settore”.

Una trivella, che può fare sino a 60 giri al minuto, quella del progetto Prospect che avrà una funzione molto simile a quella della trivella che partirà fra pochi mesi per andare ad esplorare il suolo di Marte nella missione ExoMars, una delle missioni di punta nel panorama spaziale europeo, ma che è costituita in modo differente – quella di ExoMars ha quattro punte relativamente corte che si uniscono, mentre quella di ProSeed ha una punta unica – e avrà anche un obiettivo diverso visto che la Luna è un satellite maggiormente conosciuto dagli scienziati rispetto al Pianeta Rosso. “Tra dieci o vent’anni magari potremo bere l’acqua della Luna” ha affermato David Parker, lasciando intendere che i risultati che “Prospect” dovrebbe portare non saranno di certo fantascienza.