Crollo del cavalcavia di Annone Brianza: in 5 rischiano il processo

Crollo del cavalcavia di Annone Brianza: in 5 rischiano il processo
Crollo del cavalcavia di Annone Brianza: in 5 rischiano il processo

Annone Brianza (Lecco), 8 gennaio 2020 – Crollo del ponte di Annone: oggi si terrà l’udienza preliminare nei confronti di cinque tra dirigenti, funzionari e professionisti accusati di omicidio colposo e disastro colposo. La Procura di Lecco ha chiesto il rinvio a giudizio per Angelo Valsecchi, ingegnere, 54 anni, dirigente area Viabilità e Infrastrutture della Provincia di Lecco, Andrea Sesana, ingegnere, 38 anni, funzionario del Servizio concessioni e reti stradali della Provincia di Lecco, Giovanni Salvatore, ingegnere, 59 anni, capo settore manutenzione Anas e responsabile statale 36, Silvia Garbelli, 59 anni, funzionario Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, e Roberto Torresan, ingegnere di Busto Arsizio, 56 anni, libero professionista. Stralciata la posizione di Eugenio Ferraris, 61 anni, dirigente Grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, per il quale è stata chiesta l’archiviazione.

Nell’udienza preliminare il Procuratore Capo, Antonio Chiappani, e il sostituto procuratore Andrea Figoni, chiederanno al giudice Paolo Salvatore il rinvio a giudizio, mentre i difensori dei cinque imputati avranno la possibilità di avanzare eventuali eccezioni oppure di scegliere un rito alternativo o di difendersi in aula. Alle 17.20 del 28 ottobre 2016 il ponte di Annone Brianza crollò al passaggio di un Tir della ditta Nicoli di Bergamo: morì Claudio Bertini, 65 anni, di Civate, che stava transitando al volante della propria Audi e rimasero ferite altre sei persone. Finora gli enti finiti sotto accusa (Provincia di Lecco e Anas) per il crollo del ponte non hanno proposto alla vedova e familiari della vittima alcun risarcimento. Attendono il processo, ben sapendo che la relazione del consulente della Procura, Marco Di Prisco, docente del Politecnico di Milano nella relazione di ben 78 pagine ricostruisce i fatti e inchioda gli enti e i tecnici alle loro responsabilità. Nella documentazione del professor Di Prisco è ben evidenziato il rimpallo di responsabilità sulla chiusura del ponte tra la Provincia di Lecco e l’Anas.

La Provincia di Lecco si costituirà come parte civile nel procedimento penale per il crollo del ponte di Annone. “È un passo importante – spiega il presidente della Provincia di Lecco, Claudio Usuelli – di tutela per l’ente che è anche’esso parte lesa in questa vicenda”. “Chiariamo – prosegue – che la nostra non è una costituzione contro i dipendenti della Provincia, ma è una costituzione a favore di un ente che è stato danneggiato a seguito di quanto accaduto. Inoltre, è anche il modo per essere all’interno del processo, potendo così essere parte attiva nel procedimento, al fine di ricercare la verità, le reali cause del crollo e le eventuali colpe. Parte attiva significa non essere semplici spettatori, contribuendo così ad accertare quanto accaduto. E poi ci costituiamo anche per ottenere il giusto ristoro nel caso si accertino eventuali responsabilità”. Le parti offese, oltre alla famiglia della vittima, le sei persone ferite, Anas e Provincia di Lecco, l’impresa di autotrasporto Nicoli di Bergamo e il Codacons. In sede civile è aperta una causa di risarcimento civile da parte dell’impresa Nicoli nei confronti di Anas e Provincia di Lecco. Il giudice ha disposto una perizia che dovrà accertare i danni subiti dall’azienda, ma restano anche in quel caso numerosi interrogativi, in particolare sul carico che veniva trasportato dal mezzo pesante.