Crema, cooperativa La Tela: tutti a casa. In arrivo le lettere di licenziamento

Crema, cooperativa La Tela: tutti a casa. In arrivo le lettere di licenziamento
Crema, cooperativa La Tela: tutti a casa. In arrivo le lettere di licenziamento

Crema, 15 febbraio 2020 –  Tutti a casa. Questo il risultato dell‘incontro di ieri tra le organizzazioni sindacali e i proprietari della cooperativa sociale La Tela, la famiglia Ghiozzi. Dei 103 dipendenti, 87 riceveranno la lettera di licenziamento collettivo da martedì e il licenziamento sarà datato lo scorso 31 gennaio. Gli altri 16 si sono dimessi. Si tratta di lavoratori speciali che sono stati convinti dalla cooperativa a licenziarsi volontariamente, in cambio di una nuova assunzione, sia pur molto determinata nel tempo. Questi lavoratori hanno deciso di aderire alla richiesta, nonostante il parere contrario del sindacato.

Durante la riunione è emerso che gli stipendi dovuti fino a dicembre sono stati versati ai dipendenti. D’altro canto si trattava di pagare metà tredicesima. Resta una posizione debitoria minima che riguarda i giorni lavorati di gennaio, equivalenti a una media di 5 giorni a testa. Ma il problema più grave sono i contributi non versati. La cooperativa non li versa dallo scorso mese di settembre e in riunione ha dichiarato che non ha soldi per saldare il debito che, secondo i bene informati, dovrebbe raggiungere i 250mila euro. Non ci sono soldi neppure per saldare i Tfr (che però vengono garantito dallo Stato). In merito al futuro, nasce un’altra cooperativa che si chiama Araba fenice, della quale non sono stati rivelati i nomi dei proprietari, anche se più voci dicono che si tratta sempre della stessa famiglia che già nel 2012 era fallita con la cooperativa L’alternativa e poi aveva dato vita alla Tela. La nuova cooperativa assumerà il prossimo 18 febbraio i 16 lavoratori che si sono dimessi. La loro assunzione sarà però solo fino al prossimo 31 marzo. Allora i responsabili dell’Araba fenice esamineranno le commesse e decideranno quanti lavoratori tenere.

“Non è una bella prospettiva quella che attende i lavoratori – dice Maricla Martini, sindacalista Cgil – e vedremo di studiare quel che si può fare. Gli 87 dipendenti che restano senza lavoro possono attingere alla Naspi (sussidio disoccupazione) per un massimo di due anni. Lunedì alle 15 alla Cgil c’è una riunione con tutti i sindacati e i soci della cooperativa La Tela”.