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Coronavirus, si ferma la Lombardia: chiudono scuole e musei, La virologa: “Ma è un’infezione appena più seria di un’influenza, abbassare i toni”

Coronavirus, si ferma la Lombardia: chiudono scuole e musei, La virologa:
Coronavirus, si ferma la Lombardia: chiudono scuole e musei, La virologa: "Ma è un'infezione appena più seria di un'influenza, abbassare i toni"

Un coprifuoco generale in tutta la Lombardia. Scuole e università chiuse, stop a “manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura”. E’ il contenuto dell’ordinanza emanata dalla Regione Lombardia, “in relazione all’evolversi della diffusione del coronavirus”. Un’ordinanza, firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza che è valida per tutto il territorio lombardo e che viene diffusa nel giorno in cui la primaria dell’ospedale Sacco di Milano, struttura che si occupa della cura dei pazienti contagianti afferma: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Vi prego, abbassate i toni”.

 

Coronavirus: dalle scuole ai musei, la Lombardia chiude tutto

L’ordinanza prevede “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. E ancora: la “sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani”. Esclusi “gli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie”, salve le attività formative svolte a distanza. Sospesa l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

 

Coronavirus: la primaria del Sacco. “E’ un’infezione appena più seria di un’influenza”

“Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”. Lo afferma sul suo profilo Facebook, Maria Rita Gismondo, direttore del dipartimento di microbiologia, virologia e diagnostica delle bio emergenze dell’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento per i contagi in Lombardia. “Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni: a me sembra una follia”, constata la dottoressa nel post. “Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”, si appella la primaria dell’ospedale, che descrive l’ambiente nel reparto analisi: “I miei angeli sono stremati”. Infine un messaggio di tranquillità: “Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni!”.

Coronavirus: si cercano strutture per la quarantena

La Regione Lombardia cerca strutture da utilizzare per la quarantena delle persone che potrebbero aver contratto il coronavirus. Strutture anche private come gli alberghi. L’appello arriva dal presidente della Regione, Attilio Fontana. Il tutto mentre la primaria dell’ospedale Sacco di Milano, la struttura deputata alla cura dei pazienti contagiati dichiara: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Vi prego, abbassate i toni”. In mattinata, intervistato da SkyTg24, Fontana ha dichiarato: “Ci sono già due strutture a disposizione per raccoglierle, predisponiamo altri luoghi per ricoverarli perché il numero sarà molto rilevante. Abbiamo individuato inoltre un ospedale dismesso e poi chiederemo se ci sono strutture private alberghiere che si mettono a disposizione”.

 

Coronavirus: un paziente in rianimazione a Monza

Nella notte è risultato positivo al coronavirus un paziente ricoverato in rianimazione al San Gerardo di Monza. Era stato trasportato dall’ospedale di Crema in quella struttura per consentirgli l’assistenza con la circolazione extracorporea. A Crema era stato ricoverato per una crisi respiratoria e il test del coronavirus era risultato negativo.

Coronavirus: un caso in Valtennina

Un nuovo contagiato dal coronavirus e un’altra provincia lombarda che si aggiunge a quelle già coinvolte. Un ragazzo diciassettenne, residente in un paese della Valtellina, in provincia di Sondrio, è risultato positivo. Il giovane studia però all’istituto agrario di Codogno. Venerdì, dopo essere tornato nel suo paese, ha iniziato ad avere la febbre e gli è stato fatto il tampone all’ospedale di Sondrio. Al momento sono 89 le persone contagiante in Lombardia, quattro di queste sarebbero residenti nell’area di Milano. Alle 16 nella sede della Regione Lombardia è in programma una conferenza stampa per fare il punto sulla diffusione del virus e sullo stato di salute delle persone contagiate. La famiglia si dice “fortemente arrabbiata” con l’Ats (l’ex Asl) della Montagna “perché sicuramente da ieri sera l’autorità sanitaria sapeva dell’esito degli accertamenti e non ci ha informati. Lo abbiamo saputo oggi dai giornalisti. Non sappiamo cosa dobbiamo fare, se ora chiamare il medico di base, come comportarci”. E annuncia di essersi rivolta a un avvocato. Il ragazzo, che studia all’istituto di Agraria Tosi di Codogno, si trova nella sua abitazione, dove gli è stato fatto il tampone. Sta meglio, ma ieri la febbre era alta.

Coronavirus: guanti e mascherine per le forze dell’oridne

Guanti e mascherine in dotazione a chi opera sul territorio: carabinieri e poliziotti, “ghisa” e finanzieri, che appartengano ai nuclei Radiomobile o all’Ufficio prevenzione generale, a compagnie, commissariati o comandi di zona, agenti della Polfer e della Polstrada. Da indossare solo “in caso di concrete condizioni di rischio e di contatto diretto”. Le precauzioni per evitare l’epidemia si estendono alle divise: le ha ribadite la circolare 850/A.P.1-1596 diramata ieri dal Viminale. Che prescrive di segnalare ai superiori il personale residente nelle zone ritenute focolaio del coronavirus, e limitare gli spostamenti degli iscritti a scuole e accademie in quei territori; di evitare assembramenti nei locali aperti al pubblico (come l’Ufficio stranieri della questura e gli Uffici passaporti), da arieggiare di frequente e pulire con candeggina. Di guanti di lattice e maschere FFP3 saranno dotati anche gli ottanta carabinieri del Reggimento Lombardia spediti ieri da via Lamarmora nel lodigiano, con compiti di assistenza e antisciacallaggio.