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Coronavirus, per una settimana didattica sospesa nelle università lombarde. Comune di Milano e grandi aziende: i lavoratori a rischio restano a casa

Coronavirus, per una settimana didattica sospesa nelle università lombarde. Comune di Milano e grandi aziende: i lavoratori a rischio restano a casa
Coronavirus, per una settimana didattica sospesa nelle università lombarde. Comune di Milano e grandi aziende: i lavoratori a rischio restano a casa

Il Comune di Milano ha deciso di sospendere dall’attività lavorativa i dipendenti dell’amministrazione e delle società controllate che provengono dai comuni “dove sussiste un cluster di infezione”, lo ha annunciato il sindaco, Giuseppe Sala, in una nota diramata dopo il tavolo di lavoro che si è riunito stamattina a Palazzo Marino. Il Comune ha dato così attuazione all’ordinanza del ministero della Salute e della Regione Lombardia. A quanto si apprende sono 14 i dipendenti del Comune sospesi dal lavoro. Le informazioni per la cittadinanza saranno disponibili sul sito istituzionale e sulle pagine social del Comune di Milano. “Continueremo a tenere aperti i nostri servizi e i nostri uffici ma rinvieremo” quello che si può rinviare, ha detto Sala al termine della riunione in prefettura. “Ad esempio abbiamo un concorso in settimana con migliaia di persone che arrivano da tutta Italia e lo rinvieremo. C’è attenzione a dove si può ridurre il rischio. Poi si naviga a vista e domani alle 10 ci rivediamo qui”. Il concorso pubblico previsto per la prossima settimana dal Comune di Milano, si sarebbe dovuto tenere il 25-26 febbraio al Palido, ma sarà rimandato. A partecipare avrebbero dovuto essere oltre 3.500 persone, a cui sarà comunicata dunque una nuova data.

Coronavirus, le università fermano lezioni ed esami

Da lunedì a sabato si fermano le attività didattiche nelle università lombarde. Stop a lezioni, esami, lauree. Lo ha deciso la conferenza dei rettori. “L’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del coronavirus – si legge in una nota degli atenei – impone l’adozione di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei della Lombardia, stante la naturale e massiccia mobilità degli studenti, lombardi e no, all’interno del territorio regionale”. “Riteniamo – prosegue la nota – che, in assenza di diverse indicazioni da parte delle Autorità, tutte le attività potranno riprendere lunedì 2 marzo. Sedute di laurea ed esami saranno rinviati secondo calendari che verranno predisposti dalle singole sedi. La nostra azione avviene e proseguirà in stretto contatto con le Autorità civili e sanitarie. Informeremo studenti, personale e cittadinanza con tempestività riguardo ad ogni aggiornamento utile”. Restano aperte le segreterie e gli uffici amministrativi.

Coronavirus, le grandi aziende fermano il personale a rischio

Le aziende di Milano e dell’hinterland si stanno attrezzando per fronteggiare l’epidemia seguendo le disposizioni del ministero della Salute e della Regione Lombardia. Gli uffici del personale dei grandi gruppi come Eni, Snam e Saipem stanno contattando uno per uno i dipendenti che risiedono nei comuni in provincia di Lodi indicati tra quelli a rischio. L’indicazione che viene data loro è di rimanere a casa ed evitare il più possibile i contatti sociali. Da quanto si apprende la formula per il congedo che scatta da lunedì prossimo 24 febbraio potrebbe essere quella del lavoro agile (smart working), ma non è escluso anche il ricorso al permesso retribuito. Particolare attenzione anche nella protezione delle sedi aziendali, dove saranno rinforzate le procedure di controllo agli accessi, sia per l’ingresso di visitatori sia di fornitori provenienti dai comuni a rischio. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sugli aiuti alle imprese assicura: “Ne abbiamo assolutamente parlato e abbiamo ricevuto garanzie da parte del presidente del Consiglio”.

Coronavirus, stop ai dipendenti del Tribunale che vivono nelle zone a rischio

Dovranno restare a casa tutti coloro che lavorano nei tribunali del distretto della Corte d’appello di Milano che risiedono nei comuni del basso Lodigiano colpiti dal coronavirus. E’ quanto ha deciso la presidente della Corte d’appello di Milano Marina Tavassi. Nella sua direttiva, Tavassi dispone che “in via precauzionale, il personale di magistratura, togati e onorari, il personale amministrativo nonché tutte le persone che svolgono stage formativi presso gli Uffici e che siano residenti nei suddetti comuni, si astengano dall’attività lavorativa/formativa presso tutti gli Uffici giudiziari del Distretto sino a nuova disposizione”. Nel distretto della Corte d’Appello di Milano operano nove tribunali: Como, Milano, Monza, Pavia, Lodi, Busto Arsizio, Lecco, Sondrio e Varese. La Procura di Milano ha deciso inoltre che gli uffici e le segreterie dei pm restino funzionanti ma saranno chiusi al pubblico e quindi gli atti verranno depositati all’Urp, cioè all’ufficio relazioni con il pubblico.

Coronavirus, mascherine esaurite in farmacia

Sono andate a ruba, nelle farmacie, le mascherine che servono a proteggere dal contagio. E di persone con la bocca e il naso nascosti se ne vedono in numero sempre maggiore a Milano. Da piazza Duomo alla stazione centrale, passando per le fermate del metrò. In alcune farmacie sono rimaste solo le confezioni da 100 mascherine, ogni scatola costa 100 euro. “Nella mia farmacia ne ho vendute 80 in un’ora”, praticamente più di una al minuto. “Ogni persona che entra in farmacia le chiede e la richiesta supera le scorte”. A parlare è Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. “In queste ore concitate – prosegue – sono in contatto stretto con tutti i farmacisti della zona del Lodigiano, che stanno mostrando grande senso di responsabilità, nel cercare di rispondere a tutte le richieste di informazioni”. Quanto alle mascherine, “ormai un po’ in tutte le farmacie lombarde appena arrivano, nel giro di poche ore terminano. Stiamo cercando di recuperarne il più possibile dai fornitori”.

Coronavirus, i treni sospesi da oggi

Trenord ha disposto la chiusura delle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo in ottemperanza all’ordinanza delle Regione Lombardia sul Coronavirus. A seguito del provvedimento i treni della Milano-Piacenza non effettueranno le 3 fermate e risultano sospesi i servizi ferroviari tra Pavia e Codogno e tra Cremona e Codogno. Il provvedimento è attivo da oggi fino a nuova disposizione, sul sito di Trenord si trovano tutti gli aggiornamenti.

Coronavirus, in chiesa l’ostia va consegnata nelle mani

Contro la diffusione del virus si muove anche la diocesi di Milano. Durante le funzioni religiose, al momento dell’eucaristica l’ostia dovrà essere consegnata nelle mani dei fedeli. Questo per evitare contatti con la bocca. “In considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da COVID-19 (Coronavirus) presente anche nel nostro territorio diocesano – scrive in una nota il vicario generale monsignor Franco Agnesi – si suggerisce che la Comunione eucaristica possa essere distribuita sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti”.