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Coronavirus, nuova emergenza a Lodi: 51 ricoveri nella notte. Sos della Regione Lombardia: “Se si estende, ospedali in grave crisi”

Coronavirus, nuova emergenza a Lodi: 51 ricoveri nella notte. Sos della Regione Lombardia:
Coronavirus, nuova emergenza a Lodi: 51 ricoveri nella notte. Sos della Regione Lombardia: "Se si estende, ospedali in grave crisi"

“Purtroppo questa notte è scoppiata un’altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri c’è stato un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione”. Così il presidente della Lombardia Attilio Fontana che queta mattina è intervenuto nel corso della trasmissione “L’Aria che tira” su La7 parlando di coronavirus. “Se si ridesse meno della mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio”, ha aggiunto.

Coronavirus, sos della Regione: “Ospedali a rischio crisi”

“Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati”. A comunicarlo è la Regione Lombardia in una nota. “Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva – prosegue il comunicato – sono molteplici e possono verificarsi in tutte le età; possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi”. Per questo “è stato necessario adottare le misure restrittive previste dal Dpcm del 25 febbraio che, alla luce dei dati ad oggi disponibili, si sono rivelate corrette in quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus”. Da Palazzo Lombardia, infine, si fa sapere che come “dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre 2 persone”.

Coronavirus in Lombardia, 406 contagiati, aumentano i pazienti dimessi  

Sono 406 le persone contagiate dal coronavirus in Lombardia. Tre in più rispetto a ieri ma per fortuna comincino a diventare consistenti anche le guarigioni e le dimissioni dagli ospedali. A fare il punto è l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera: “Oggi in Lombardia i casi positivi al coronavirus sono 406, dei quali 216 ospedalizzati. Più della metà è asintomatico, è a casa e sta bene”. “L’altro ieri gli ospedalizzati erano 44 e ieri 39. Non è una statistica ma il numero di coloro che da positivi sono stati ricoverati si è ridotto – sottolinea l’assessore – E poi abbiamo avuto 37 persone che sono state dimesse, quindi in condizioni di poter lasciare l’ospedale, molti col tampone negativo e altri guariti. Un segnale”.

Coronavirus in Lombardia, le misure in arrivo

“Chiaro che fatta la prima settimana, per esempio se per la settimana prossima si decidesse di prorogare” le misure per il contenimento del coronavirus “si potrebbero mitigare in alcune aree” ha detto Gallera nel corso della trasmissione Agorà su Raitre. “Oggi abbiamo un incontro col ministero, tra oggi e domani le decisioni si assumono”.

Coronavirus in Lombardia, un caso a Como

E’ un 84enne il primo caso di paziente colpito dal coronaravirus a Como. A quanto si è appreso, l’uomo ha riferito di avere avuto contatti con un fornitore proveniente dalla zona rossa nei giorni scorsi. Ora è ricoverato all’ospedale ‘Manzoni’ di Lecco.

Coronavirus in Lombardia, appello degli ordini professionali

“Gentilissimo presidente Giuseppe Conte, come rappresentanti di oltre 150.000 professionisti e punto di riferimento nei differenti ambiti della società civile, riteniamo indispensabile sollecitare l’estensione delle misure economiche e fiscali adottate nella ‘zona rossa’, anche alle aree identificate come ‘gialle’ ed in particolare alla Città metropolitana di Milano”. E’ l’appello rivolto al governo, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al sindaco di Milano Giuseppe Sala dagli ordini dei commercialisti, dei giornalisti, degli avvocati, dei medici, degli ingegneri, dei farmacisti e degli psicologi del capoluogo lombardo, in relazione alla emergenza coronavirus. Nella missiva si invoca, innanzitutto, la “proroga di tutti gli adempimenti fiscali al 30 giugno”.

Coronavirus in Lombardia, denuncia per procurato allarme sui social

E’ stato denunciato dalla polizia locale di Clusone (Bergamo) per procurato allarme dopo aver annunciato su Facebook di essere il primo caso di coronavirus in paese. L’uomo, 48 anni di Villa di Serio, aveva anche postato un selfie in ospedale: tutto inventato. “Sempre nel post invitava chi era entrato in contatto con lui a ‘fare un bel tampone'”, hanno raccontato alla polizia locale. Il 48enne è stato denunciato per procurato allarme.

Coronavirus in Lombardia, “ai medici di Lodi accuse incredibili”

“Da giovedì 20 febbraio, il personale dell’Asst di Lodi sta affrontando con competenza e dedizione una grave emergenza sanitaria di rilievo nazionale, ha quindi dell’incredibile che si possano muovere accuse in questo momento”. Lo afferma, in una nota, l’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (Aaroi-Emac) in merito alla gestione del coronavirus. “Grazie alla preparazione e dedizione dei medici Anestesisti-Rianimatori e dei medici dell’Emergenza Urgenza del Pronto Soccorso, si è potuto dapprima diagnosticare il primo caso di COVID-19 presso l’ospedale di Codogno e in seguito allestire un percorso di cura per i casi successivamente identificati – sottolinea l’associazione – Sebbene messi a dura prova da un punto di vista fisico e psicologico, con alcuni colleghi subito risultati positivi al nuovo coronavirus ed altri in quarantena, i medici hanno continuato a lavorare compatti nonostante i turni massacranti. Riteniamo opportuno – conclude l’AAROI-EMAC Lombardia – esprimere un sincero ringraziamento verso i nostri colleghi impegnati in prima linea e il nostro sentimento di vicinanza soprattutto in questi giorni particolarmente difficili a causa anche delle ingiuste accuse”.