Manca solo la bolla ufficiale, ma la conferma arriva dall’assessore al Welfare Giulio Gallera: “Da parte del governo c’è “sostanziale adesione alle nostre richieste, ci sono alcuni approfondimenti da fare ma per quanto riguarda le scuole “sarà prorogata per un’altra settimana” la sospensione. Altri sette giorni di “misure restrittive” con scuole e università chiuse per fermare il contagio. Anche se qualche spiraglio da lunedì potrebbe riaprirsi. “Mitigazioni”, le hanno chiamate. Perché, dopo il ritorno dell’aperitivo servito ai tavoli dei bar, anche per i musei la proposta è quella di riaccendere parzialmente le sale limitando gli ingressi che saranno “contingentati”.

La giunta di Palazzo Lombardia si è presentata schierando medici e virologi per dettare una linea del rigore “figlia di un pensiero scientifico forte”, per dirla con l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Ed è proprio il “loro intervento – ha spiegato il governatore Attilio Fontana – che spero possa restituirvi un po’ di sicurezza”. Perché l’ordinanza della scorsa domenica è servita “a contenere o perlomeno a rallentare la diffusione del virus” e Regione chiede di replicarla per lo stesso motivo da lunedì. “Ma – aggiunge Gallera – non chiederemo la creazione di nuove zone rosse”. E allora, ecco il piano spedito al governo. Ed ecco una ulteriore settimana di “sacrifici”. Per i dieci Comuni della cosiddetta zona rossa (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini), dove il Consiglio dei ministri ha vietato a 50 mila persone di entrare e uscire. E per la zona gialla, che comprende tutta la Lombardia, compresa la Milano che non vuole fermarsi.

Coronavirus in Lombardia, le decisioni su scuole e università

Le università lombarde la loro decisione l’avevano già presa ancora prima del sigillo del Consiglio dei ministri: “Riteniamo che siano ancora attuali le ragioni che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata con lunedì 24 febbraio”, la dichiarazione dei rettori. Tradotto: porte chiuse agli studenti fino al prossimo sabato, con la prospettiva di tornare alla vita normale da lunedì 9 marzo. In questo tempo sospeso, però, proprio per evitare “gli effetti negativi di questa emergenza” tutti hanno messo in campo piani ad hoc. Dalla Bicocca, che da lunedì ripartirà con le lezioni online, al Politecnico che, spiega il rettore Ferruccio Resta, cerca “di tornare alla normalità” offrendo lo stesso servizio di didattica a distanza ai “nostri 45 mila scritti senza costringerli a spostarsi o ad affollare le aule”. E in diretta streaming si svolgeranno anche gli esami di laurea, che mercoledì e giovedì interesseranno 1.200 studenti. Anche alla Statale il rettore Elio Franzini annuncia “un piano di emergenza che, tra gli altri punti, prevede il ricorso a modalità di didattica a distanza”. Per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado, dai nidi agli asili, dalle elementari alle superiori, la sostanza non cambia: bambini e ragazzi dovranno rimanere a casa. Regione, però, cambia la dicitura dell’ordinanza e sostituisce la parola “chiusura” con “sospensione”. Questa la proposta inviata a Roma, spiega l’assessore al Bilancio Davide Caparini. Che cosa vuol dire? “Abbiamo chiesto al governo la sospensione delle lezioni – dice il vicepresidente Fabrizio Sala – cioè gli istituti dotati di smart learning possono attivare questo tipo do didattica. Solo i docenti si recano a scuola e si può continuare in forma molto ridotta l’insegnamento senza bloccare l’attività”.

Coronavirus a Milano: cosa fanno teatri, musei e biblioteche

E poi c’è la cultura. Anche il sindaco Beppe Sala ha proposto di iniziare a riaprirla da lì, Milano. Ed è da lì che qualche allentamento delle maglie dei divieti potrebbe arrivare. Interpretazioni dell’ordinanza, spiegano i tecnici, un po’ come è già accaduto ai bar: dalla chiusura imposta alle 18, si è passati alle luci accese solo per chi può sedersi ai tavoli. Il senso, anche in questo caso, sarebbe di evitare gli assembramenti. L’idea della Regione è di far partire dalla prossima settimana una formula più soft per musei, biblioteche, aree archeologiche e complessi monumentali, che dovrebbe evitare le chiusure totali, demandando ai singoli direttori delle strutture la possibilità di fare aperture e visite contingentate. “Si entra a piccoli gruppi”, spiega Gallera. Quello che accadrà già in Duomo, dove da lunedì potranno tornare i turisti, con ingressi “scaglionati”, però, comprando i biglietti online e salendo sulle terrazze a piedi. Ascensori (ancora) vietati causa coronavirus. Le biblioteche per ora non sono autorizzate a riaprire le sale di lettura, ma da martedì in ogni biblioteca sarà comunque attivato uno sportello per il prestito e la restituzione dei libri. I libri sono prenotabili online.

 

Coronavirus, gli impianti sportivi in Lombardia

Sul sito di Regione Lombardia, nella sezione faq, vengono pubblicati gli aggiornamenti relativi alle regole da adottare: è stato recepito il DPCM 25/2: per lo sport è possibile aprire tutti gli impianti, pubblici o privati, per svolgere ogni tipo di allenamento e per ogni tipo di competizione, purché a porte chiuse e con uso “limitato” degli spogliatoi. Ne dà notizia l’assessora allo Sport del Comune di Milano Roberta Guaineri.

Coronavirus in Lombardia, l’aggiornamento sui casi di contagio

A casa, senza andare al lavoro e senza contatti con altre persone, la febbre misurata due volte al giorno, l’Ats in allerta perché se dovessero subentrare dei sintomi – come la febbre oltre 37.5 – un’ambulanza dovrà trasportarli in ospedale per fare il tampone. E vedere se anche loro, come l’amico, il parente, il collega, sono positivi al nuovo coronavirus. A nove giorni dall’inizio dell’emergenza, sono almeno 8.500 i lombardi che devono fare l’auto- isolamento in casa, poiché contatti “diretti” di un malato con Covid-19. Un numero imponente. Ma se si considera che a ieri sera le persone contagiate in Lombardia erano 531 e che, per ognuno, si devono tenere in isolamento (nella migliore delle ipotesi) almeno 15-20 persone per due settimane, i conti tornano tutti. Non solo: si tratta, presumibilmente, di un dato sottostimato, visto che molte aziende hanno indirizzato i loro lavoratori verso i medici competenti aziendali, che li monitorano e allertano Ats e 112 solo al bisogno. Insomma, i dati sono alti. E, per ora, non accennano a stabilizzarsi: a ieri i decessi di pazienti con Covid- 19 in Lombardia erano 17. E se è vero che due giorni fa i 40 guariti annunciati da Regione e protezione civile hanno fatto ben sperare, l’urto che sta subendo il sistema sanitario non è di poco conto. Sia per il numero di ricoverati – 235 persone, di cui 85 in terapia intensiva – sia per quello di medici e infermieri contagiati: sono l’11 per cento del totale, oltre cinquanta persone che ogni giorno prestano servizio negli ospedali lombardi. Ma che adesso sono costretti a stare lontani dalle corsie. I territori più colpiti sono quelli del lodigiano (182 casi), del cremonese (123) e della bergamasca (101). Meno colpito quello di Milano: in tutta la provincia i casi sono 29, in città 11.

 

Coronavirus, chiuso un piano della Torre Unicredit a Milano

Un intero piano di uffici chiuso in uno dei grattacieli simbolo della nuova Milano. Unicredit conferma che un proprio dipendente è stato contagiato dal coronavirus e dunque la società ha chiuso un piano della torre A di piazza Gae Aulenti dove era impiegato. Da lunedì sono stati contattati tutti i colleghi che potrebbero essere stati in stretto e recente contatto con la persona, consigliando loro di porsi in quarantena per 14 giorni e di seguire i consigli delle autorità sanitarie. L’istituto di credito ha introdotto misure precauzionali come lo screening della temperatura all’ingresso dei propri edifici principali, l’installazione di distributori di disinfettante, oltre a mascherine. Sono stati anche avvertiti i fornitori, perché applichino le stesse misure. Le aree comuni negli edifici principali di Unicredit a Milano e dintorni rimarranno chiuse. Mentre le torri di piazza Gae Aulenti resteranno aperte, ma per la settimana prossima il gruppo manterrà tutte le misure precauzionali, compreso lo smart working.