Coronavirus, il racconto di Filippo: “Io, in vacanza forzata a casa”

Coronavirus, il racconto di Filippo:
Coronavirus, il racconto di Filippo: "Io, in vacanza forzata a casa"

Abbadia (Lecco), 26 febbraio 2020 – «Sto benissimo, anzi se la devo dire tutta mi sto un po’ stancando di stare a casa. Soprattutto se penso che dovrò starmene chiuso qui ancora per un paio di settimane». Filippo Negri è uno dei diciannove ragazzi della provincia di Lecco costretto in quarantena perché venuto in contatto con il diciassettenne valtellinese, lo studente dell’Istituto Agrario “Tosi“ di Codogno risultato positivo al coronavirus. «Lui è uno dei miei compagni di scuola e come me trascorre la settimana a Codogno: la sua stanza è sullo stesso piano, anche se distante dalla mia». Mercoledì scorso, quindi esattamente una settimana fa, i ragazzi dell’Istituto Tosi hanno trascorso tutti insieme una giornata sulle nevi dei Piani di Bobbio dopo la quale gli studenti hanno fatto ritorno all’istituto agrario di Codogno.

«Siamo tornati a casa venerdì, siamo partiti a mezzogiorno da scuola, lui in treno e io in auto. A pensarci adesso il preside non avrebbe dovuto farci partire perché in effetti l’ordinanza di non lasciare la zona rossa era già arrivata. Se fossimo rimasti lì, sarebbe stato un panico più ridotto e operazioni più agevoli». In effetti i ragazzi che studiano a Codogno provengono da tutta Lombardia e così il possibile rischio contagio si è allargato. L’unico a manifestare i sintomi del coronavirus è in realtà il diciassettenne valtellinese: si sente male sul treno che lo porta da Milano a Tirano. Il ragazzo è soccorso,viene trasferito d’urgenza all’ospedale Niguarda dove viene sottoposto a tampone. Ma tutto questo i suoi compagni di scuola non lo sanno, tanto che Filippo sabato sera partecipa a una festa con amici e la sua fidanzata. Anche papà Paolo insieme alla compagna è ignaro di quanto sta accadendo, del resto nessuno li ha informati del pericolo di un eventuale contagio e così sabato partono anche per la Liguria dove hanno intenzione di trascorrere il weekend al mare.

«Domenica riceviamo una telefonata nella quale l’Ats di Monza ci ha informato che il compagno di scuola di Filippo era risultato positivo al coronavirus e che saremmo dovuti rientrare al più presto a casa per stare in quarantena È stata una doccia fredda perché vai a pensare ai rischi. Panico? All’inizio un po’ perché il pensiero è andato subito a Filippo, che per fortuna però non ha manifestato alcun sintomo, tant’è che non ha mai fatto il tampone». Papà Paolo però rifà a tempo di record le valigie e torna verso casa, ad Abbadia, dove la famiglia intera è messa sotto chiave. «Dall’Ats ci hanno spiegato che dovevamo rimanere in casa per alcuni giorni senza per la verità darci informazioni troppo precise. Al contrario il sindaco di Abbadia, proprio oggi (ieri, ndr) è stato molto gentile assicurandomi che noi familiari almeno avremmo finalmente potuto uscire.

Per me è stato un sollievo perché nel mio lavoro sono a contatto con i clienti e non volevo creare altri problemi». Ieri Paolo si è concesso la prima pedalata in bicicletta mentre Filippo dovrà ancora pazientare un po’, cosa non facile a diciannove anni. «Cerco di viverla come una vacanza perché non mi è mai capitato di stare rinchiuso in casa per tutto questo tempo – conferma Filippo -. Leggo e cerco di studiare per far passare le ore più velocemente. Per fortuna c’è anche la mia morosa». La ragazzina vive a Lierna insieme ai genitori e alla nonna e non ha più fatto rientro proprio per evitare possibili rischi di contagio con l’anziana. Quando si dice la fortuna per due giovani fidanza