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Cinque palazzi nel verde per 1.300 atleti: come sarà il Villaggio Olimpico a Milano nell’ex scalo Romana

Cinque palazzi nel verde per 1.300 atleti: come sarà il Villaggio Olimpico a Milano nell'ex scalo Romana
Cinque palazzi nel verde per 1.300 atleti: come sarà il Villaggio Olimpico a Milano nell'ex scalo Romana

Cinque edifici, alti al massimo sette piani, con 1.330 posti letto, 560 dei quali accessibili ai disabili. Saranno la casa degli atleti olimpici e paralimpici attesi a Milano per i Giochi invernali Milano-Cortina 2026. E, una volta che la torcia olimpica avrà lasciato Milano, diventeranno residenze per 700 studenti universitari. Riparte dallo scalo di Porta Romana, periferia sud-est di Milano all’ombra della torre della Fondazione Prada la fase operativa dell’operazione ex scali ferroviari: 187mila metri quadri solo a Pora Romana, un milione e 200mila distribuiti su sette aree da trasformare in altrettanti quartieri che – ne è convinto il sindaco Beppe Sala – “saranno il marchio di una nuova fase di cambiamento che Milano si prepara ad affrontare nei prossimi dieci anni”. Tra tutti gli indirizzi, quello “più avanti è a Greco”, dice l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, dove il vincitore del bando Reinventing cities, Investire sgr, è pronto a firmare con Fs il rogito per “il primo quartiere di housing sociale a zero emissioni”. Ma, adesso, ripetono tutti, dal presidente della Regione Attilio Fontana a Palazzo Marino, è sul Villaggio olimpico che bisogna accelerare. E non è un caso che il nuovo appuntamento per condividere con la città l’avanzamento del dossier, sia stato organizzato proprio allo scalo Romana.

Nel dossier con cui Milano e Cortina si sono candidate per diventare le città regine della neve nel 2026, sono già previsti quei cinque edifici che, tra strutture permanenti e temporanee, che potrebbero occupare il 30 per cento dell’area dello scalo di Porta Romana. Quelle stanze dovranno continuare a vivere anche dopo le gare e le medaglie: tanto che, magari, gli architetti che saranno incaricati dai futuri proprietari di firmare la trasformazione degli ex binari potrebbero decidere di far spuntare le strutture anche sul versante opposto, quello più a ridosso della Bocconi. Sarà una corsa a tappe forzate, perché la scadenza è di quelle che non si possono mancare. Umberto Lebruto e Carlo De Vito, però, rispettivamente l’ad e il presidente dei padroni di casa di Fs Sistemi urbani, sono sicuri: “A giugno del 2025 consegneremo le chiavi del Villaggio olimpico a chi lo gestirà”. Sette mesi prima della cerimonia di apertura dei Giochi, a febbraio del 2026. La prossima settimana, la società di Fs aprirà la gara per vendere l’intero scalo di Porta Romana – tra gli advisor c’è anche per la parte finanziaria Mediobanca – a chi, poi, trasformerà quei 187mila metri quadri con il Villaggio olimpico, un parco e altre strutture tra case, uffici, negozi che verranno. Inizialmente il prezzo non sarà fissato, ma per questo pezzo di città le quotazioni potrebbero salire velocemente.

Anche gli altri scali, però, stanno scaldando i motori: a Farini, il più grande, c’è già un progetto che ha coinvolto con lo stesso disegno e la medesima filosofia San Cristoforo ( destinato a verde) e Fs lancerà entro l’anno un bando per trovare gli investitori. Rogoredo verrà plasmata da un concorso di idee per giovani architetti promosso da Confcooperative Habitat, Lambrate è entrata nel nuovo bando di Reinventing cities e a inizio 2021 avrà un autore. Il più indietro, per ora, è lo scalo di Porta Genova che attende la fine della costruzione della nuova stazione di Tibaldi.