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Bergamo, attivisti in catene in piazza per salvare undici alberi

Bergamo, 28 gennaio 2020 – Alberi in piazza Dante, è battaglia. A quasi tre anni dalla pubblicazione del bando, si è aperto ieri il cantiere che avvia gli interventi di riqualificazione del piazzale, che interesseranno tutto il centro Piacentiniano. Non hanno fatto in tempo a partire i lavori, però, che una schiera di affiatati cittadini ha presidiato la piazza, protestando contro il previsto abbattimento delle 11 piante, su 14 i al suo interno. Un intervento necessario per la riqualificazione completa della piazza e della struttura ipogea dell’ex albergo diurno. Ed ecco che, in segno di protesta e al fine di fermare il taglio degli alberi, alcuni cittadini si sono incatenati ai tronchi, ma invano.

Nulla da fare , nessuna retromarcia da parte dell’amministrazione comunale: l’abbattimento delle undici piante rimarrà fissato, nei prossimi giorni. Anche i social network sono stati presi d’assalto da un gruppo di inferociti cittadini che domenica scorsa ha organizzato un flash mob, per chiedere alla giunta di fare retromarcia sulla decisione presa, e molti si sono scagliati contro i progettisti dell’intervento, gridando alla salvaguardia degli undici alberi. “È stata una scelta dolorosa ma inevitabile”, la replica. Nello specifico, l’intervento consiste, dapprima, nell’avvio tecnico del cantiere e poi nell’installazione di pannelli intorno alla piazza per coprire il cantiere.

Nel frattempo, Palazzo Frizzoni ha voluto rimarcare le ragioni tecniche della scelta del taglio degli alberi in cui sono state chiaramente ricostruite e spiegate tutte le motivazioni della decisione presa. “A malincuore – fa sapere l’associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico onlus – riscontriamo che sono ancora in molti a non avere capito l’importanza degli alberi in città, in quanto portatori e trasportatori di ossigeno e, purtroppo, anche Bergamo non fa eccezione”.

L’Associazione ieri ha inoltrato una specifica istanza al Ministero per i beni e attività culturali, alla Soprintendenza per l’architettura, belle arti e paesaggio, e allo stesso Comune di Bergamo, con l’obiettivo di verificare se il progetto di taglio degli alberi, sia stato o meno autorizzato sotto il profilo storico-culturale. Se così non fosse, il taglio degli alberi senza una precisa autorizzazione, può costituire reato. Nell’attesa, il Gruppo di Intervento Giuridico onlus, insieme ai bergamaschi vogliono essere fiduciosi, confidando nel buon senso nelle autorità competenti, su un possibile dietro front. Entrambi vogliono, inoltre, sottolineare come oggi nuove tecnologie e professionalità consentano di effettuare i lavori di ristrutturazione degli ambienti sotterranei, senza ledere agli alberi che, ormai, sono entrati a far parte dell’identità cittadina.