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“Arte e Shoah”, una mostra per non dimenticare a Linate e a Malpensa

"Arte e Shoah", una mostra per non dimenticare a Linate e a Malpensa

Durante i terribili, oscuri anni della Shoah, l’arte riuscì a lottare contro le tenebre grazie a tutte quelle persone che, rinchiuse nei campi di concentramento, nei ghetti o in clandestinità trovarono la forza di esprimere la loro creatività inseguendo una speranza di vita, di resilienza e di rinascita. Anche gli aeroporti di Milano non dimenticano e, insieme all’Associazione Figli della Shoah e all’Associazione NoiSea, celebrano questo forte messaggio di speranza, nell’ambito delle iniziative del Comune di Milano per la “Giornata della Memoria 2020“.

Così le testimonianze raccolte hanno dato forma alla mostra itinerante “Arte nella Shoah” curata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, allestita per la prima volta in Italia, che i passeggeri possono ammirare a Linate presso i gate di imbarco, mentre a Malpensa presso la PhotoSquare nell’atrio della stazione ferroviaria del Terminal 1.

Si tratta di una selezione di opere create durante i terribili anni della persecuzione antiebraica (1939-1945) da venti artisti, quasi la metà dei quali non sopravvisse che riflettono la tensione tra la propensione a documentare i tragici eventi subiti e il desiderio di affrancarsi attraverso l’arte per trascendere nelle dimensioni della bellezza, dell’immaginazione e della fede.

Nel ritrarre i propri confratelli, gli artisti ebrei hanno cercato di lasciare una traccia e un messaggio di speranza per le future generazioni, lottando così contro il processo di disumanizzazione e annientamento perpetrato dai nazisti. Nonostante le spaventose condizioni di vita e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, con la loro inventiva gli artisti riuscirono a realizzare le loro opere con il poco materiale materiale che riuscivano a trovare, spesso a rischio della vita, riaffermarono in questo modo la propria individualità e il proprio desiderio di vivere.

Ogni opera d’arte che risale alla Shoah racconta almeno tre storie: quella del dipinto, quella dell’artista e quella della conservazione dell’opera. Al di là della loro varietà di stili e soggetti, questi lavori sono la testimonianza dello spirito umano che rimane saldo e rifiuta di arrendersi.

L’esposizione è accompagnata da un video con i disegni di Aldo Gay, pittore romano (29 maggio 1914 – 6 marzo 2004) che fu testimone della razzia del 16 ottobre 1943 che rappresentò per la città di Roma e per la Comunità ebraica una delle date più infauste. Con l’efficacia e la capacità di un fotoreporter i suoi schizzi a matita, a china, a carboncino e olio, dei quali quelli in visione nella video , rappresentano una minima parte di un’ampia collezione, sono stati realizzati tra il 1938 ed il 1945. L’aspetto che più attrae è la carica espressiva nel rappresentare gli avvenimenti in pieno svolgimento che lo portarono a vivere eventi tanto drammatici sul doppio binario della vittima e dell’artista senza che mai nessuno di questi due aspetti avesse prevalso sull’altro.

L’ Associazione Figli della Shoah è formata da Ebrei sopravvissuti alla deportazione, familiari e simpatizzanti che si impegnano affinché non venga dimenticato l’orrore della Shoah e lo sterminio di sei milioni di cittadini europei di religione ebraica. Le molte iniziative a favore della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e soprattutto dei giovani, hanno portato l’Associazione ad avere un ruolo e una risonanza nazionale. Presieduta dalla senatrice Liliana Segre, l’associazione ha contribuito, fin dalla sua fondazione, alla campagna di sensibilizzazione per l’approvazione della Legge che ha stabilito nella giornata del 27 gennaio la data annuale celebrativa del Giorno della Memoria a partire dal 2001.