Home Milano "Area C non fa più paura agli automobilisti"

“Area C non fa più paura agli automobilisti”

Milano, 23 gennaio 2020 – Area C fa sempre meno paura agli automobilisti? Sì secondo Carlo Monguzzi, consigliere comunale del Pd nonché presidente della Commissione Mobilità. Sì anche per l’opposizione. Per l’amministrazione comunale, invece, il tema non sussiste. Ad innescare il dibattito sono i numeri del Bilancio di previsione 2020 dell’assessorato alla Mobilità presentati ieri da Marco Granelli, titolare della delega, nel corso della commissione presieduta proprio da Monguzzi. 

Granelli ha fatto sapere che nel 2020 il Comune prevede di incassare 34 milioni di euro da Area C: 4 milioni in più rispetto al previsionale 2019. Un picco che fa concludere che gli automobilisti disposti a pagare pur di entrare in centro città siano in aumento. Quei 34 milioni non includono, infatti, gli introiti delle multe ma solo gli introiti degli accessi a pagamento. La stima del previsionale 2020 è in linea col dato attestato nel 2019, anno in cui Area C ha fatto incassare al Comune 34,5 milioni. Se si amplia lo spettro del confronto ecco che i proventi della congestion charge fanno registrare un aumento continuo. Nel 2016 ammontavano a 29,7 milioni, nel 2017 sono saliti a 29,8 milioni, nel 2018 il vero salto: 32,9 milioni. Nel 2019, come detto, 34,5 milioni. Più 4,8 milioni in 3 anni.

Granelli, a margine della commissione, dichiara: «C’è un tema di traffico generale che aumenta». L’effetto deterrente di Area C è quindi superato? «Penso sia un brutto segnale – dice Monguzzi –: Area C doveva servire a disincentivare l’entrata delle auto non a fare incassi sulle auto che entrano, i provvedimenti positivi per funzionare bene devono però essere incrementati e quindi penso sia urgente aumentare il ticket a 7 euro per convincere piu automobilisti a non usare l’auto». Dall’opposizione ecco Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia: «Il Comune certifica a Bilancio che Area C rende sempre più ma non serve né all’aria né al traffico, che è aumentato». 
Da qui la replica di Palazzo Marino, che evidenzia numeri relativi alla media degli ingressi giornalieri in centro calcolati di anno in anno nelle stesse settimane. Un confronto dal quale emerge un calo costante negli ultimi 4 anni. Nel 2015 erano 97.283, l’anno dopo 94.234, nel 2017 sono scesi a 88.166, nel 2018 a 85.765. Per il 2019 il dato dice: 84.514. Perché, allora, gli incassi da ingressi aumentano se gli ingressi diminuiscono? Da Palazzo Marino spiegano che di anno in anno è variato il numero di giorni in cui le telecamere di Area C sono state accese, che sono state rincarate le tariffe di alcuni veicoli (bus turistici) e si è ampliata la platea dei mezzi paganti.

Ad accendere la commissione di ieri è stato, poi, lo scontro a distanza tra il Comune e la Regione sui trasferimenti per il trasporto pubblico locale (Tpl). La Regione per l’anno in corso taglierà di 3,4 milioni i fondi per l’Agenzia di Milano, Monza, Lodi e Pavia. L’assessore regionale Claudia Terzi ha spiegato che si tratta dell’applicazione dei costi standard e ha invitato Milano a reinvestire i 51 milioni in più che incasserà con la riforma delle tariffe. Ieri Granelli ha fatto sapere che gli introiti aggiuntivi da tariffa saranno pari a 81 milioni nel 2020 e saranno tutti usati per il trasporto pubblico locale senza che questo permetta di colmare il gap di risorse. «Nel 2018 il Comune ha aggiunto di tasca propria 140 milioni, nel 2019 ne ha aggiunti 111 e nel 2020 ne aggiungeremo 64 – replica Granelli –. Con le nuove metropolitana il fabbisogno aumenterà, non vorremmo essere i soli ad aggiungere risorse». L’ultima nota è per il biglietto-breve Atm caro ad una parte del Pd: nel Bilancio di previsione nessun accenno ma Granelli assicura che si farà.