Amarcord: nell’estate 1960 si attendeva (al lavoro) il debutto in ‘A’ della Calcio Lecco

Amarcord: nell’estate 1960 si attendeva (al lavoro) il debutto in ‘A’ della Calcio Lecco

Amarcord: nell’estate 1960 si attendeva (al lavoro) il debutto in ‘A’ della Calcio Lecco 

I ragazzi ventenni nel 1960 possono ricordare benissimo l’estate lecchese di 60 anni or sono, con l’attenzione rivolta a Roma, ai giochi dell’Olimpiade nell’Urbe e con gli straordinari traguardi ottenuti in particolare da Livio Berruti, ma pure da tutta la nazionale azzurra. C’era, però, entusiasmo ed attesa vibranti pure a Lecco, dopo la storica promozione dei blucelesti del presidentissimo Mario Ceppi nel campionato di serie A, unica città non capoluogo di provincia nel firmamento del calcio nazionale , nel torneo per la conquista dello scudetto.

Amarcord: nell’estate 1960 si attendeva (al lavoro) il debutto in ‘A’ della Calcio Lecco

Stampa dell’estate 1960

Si lavorava intensamente, saltando le ferie ed i turni festivi, all’ampliamento del vecchio campo sportivo Cantarelli-Rigamonti, affinché lo stesso fosse pronto per mettere a disposizione della squadra bluceleste un impianto di gioco degno del suo nuovo ruolo tra i grandi del calcio.

Il vecchio Cantarelli Rigamonti, anni ’50/’60

L’ampliamento del campo, secondo il progetto dell’ing. Francesco Meschi, era stato consegnato all’impresa lecchese Colombo Guglielmo e Figli. “Seguivano ininterrottamente i lavori – come scriveva un settimanale locale – il geom. Antonio Colombo ed i suoi più diretti collaboratori, con i capi maestranze Bonaiti e Panzeri”. Sempre la stampa locale sottolineava “Volendo tirare le somme del lavoro fatto a fine luglio potremmo dire che in un mese di opera i 70 impiegati dell’impresa Colombo hanno fatto 5700 mc. di scavi, 2100 mc. di calcestruzzo e di cementi armati ed oltre…

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