Agnadello, tutti bocciati per il posto all’anagrafe: “Il Parlamento? E chi lo conosce…”

Agnadello, tutti bocciati per il posto all’anagrafe:
Agnadello, tutti bocciati per il posto all’anagrafe: "Il Parlamento? E chi lo conosce..."

Agnadello (Cremona), 12 gennaio 2020 – Troppi errori. E dei tanti partecipanti al concorso per un posto da impiegato all’anagrafe il Comune di Agnadello, in provincia di Cremona, non è stato promosso nessuno. Tutto da rifare.

È accaduto il 30 dicembre, trenta presenti su 58 richieste. E zero assunti: colpa delle domande, troppo difficili almeno per i partecipanti, che in molti hanno puntato il dito pure sul sistema di calcolo. Per passare all’orale servivano 21 punti su 30. I criteri scelti dalla commissione esaminatrice, presieduta dal segretario comunale Massimo Liverani Minzoni, prevedevano 1 punto per la risposta esatta, -1 per le risposte errata e -0,5 per la risposta omessa. Il sindaco Stefano Samarati ritiene che “le domande a risposte multiple” fossero “semplici, la maggior a livello del diritto che si studia in terza superiore. Più che di severità nei criteri di giudizio si è trattato di impreparazione da parte dei candidati. Abbiamo dato come punteggio minimo quello di 21 su 30 per il superamento della prova perché, viste le domande, ci sembrava una soglia giusta. Spiace, perché da un lato il posto in anagrafe rimane vacante e dall’altro perché un posto fisso nel settore della pubblica amministrazione al giorno d’oggi non è da trascurare. Rifaremo il concorso”.

Ma quali erano le domande? Intanto, per ciascuna bisognava scegliere fra quattro risposte possibli. Esempio: quanti anni dura il mandato del presidente della repubblica (sette), cos’è il soggetto di diritto (centro di interessi), da chi è composto il Parlamento (dalla Camera e dal Senato). Ma c’erano anche domande specifiche: Il rifiuto dell’accesso agli atti deve essere motivato (sì), oppure, cos’è il registro della popolazione (raccolta di schede individuali); cosa si intende per dimora (dove ci si trova occasionalmente), o domicilio (centro principale degli affari); tutti possono consultare gli schedari dell’anagrafe (no); chi può chiedere la pubblicazione matrimoniale (i coniugi o procuratori speciali). In totale, nessuno ha fatto 21. “Ci riproviamo a fine febbraio: spero che arrivino più preparati”, ha concluso il sindaco.